martedì 8 settembre 2009

destinazione: Barcellona

Pubblicato da casalinga patrizia a 21:17
La prima volta che l'ho vista eravamo partiti con un autobus di reggiani amici dell'Ing. Giò per festeggiare l'arrivo del XXI secolo. Mi sono innamorata di lei da subito anzi già prima di vederla, solo dai racconti, dalle opere dei suoi artisti che hanno lasciato in lei segni ovunque, tra le strade, dentro i parchi e nei musei..in quel periodo poi ero persa soprattutto per Mirò per la sua arte, per il surrealismo dei suoi quadri, per le forme in completa libertà, né astratte, né figurative. E cosi l'ho vissuta, girando per le strade alla ricerca di un suo segno, di una sua scultura..tutto li parla di lui..passando da un quartiere all'altro alla ricerca di quel parco, piuttosto che di quel museo, per vedere i suoi rossi, i suoi gialli e i suoi blu. Di quel primo incontro ricordo anche il calore non solo della gente, ma anche dell'aria, che in un 31 dicembre indimenticabile ci ha accompagnato con la sua brezza leggera..quasi primaverile...e poi la spiaggia, grande immensa...e le taperie con i loro colori e i loro profumi..



Poi l'ho rivista, da sola, con un gruppo di scoppiati del Livello 57 per un progetto europeo di riduzione del danno, quando lavoravo qui. Quella settimana fu per me assurda, fuori da tutti i miei schemi e dai miei paletti mentali. Settimana in cui lei l'ho vissuta come un contorno, come un immagine di sottofondo tra rave nascosti in mezzo ai boschi, passeggiate al Parc Guell con degli psiconauti, giri in bicicletta nei pochi momenti di lucidità del gruppo a cui mi accompagnavo, nottate interminabili seduti ai bordi di plaza real, chiaccherate con operatori spagnoli che avevano dedicato la loro vita alla riduzione del danno e a cercare di non-discriminare i consumatori di sostanze, e rendere la loro vita se non migliore almeno vivibile nel più sano modo possibile. Strano connubio lo so, ma in realtà eravamo li per creare una rete di contatti tra giovani europei per sviluppare progetti di riduzione del danno peer to peer. da giovani che usano sostanze in modo consapevole a giovani che usano sostanze.



e poi l'ultima volta, per ora. Ma questa volta eravamo in 3, noi e la Abbey in macchina passando attraverso la Provenza e la Linguadoca-Rossiglione, e fermandosi lungo la costa tra lei e Girona, ad ammirare le alte scogliere di Cadaques, e la casa museo di Dali nel piccolo paesino di pescatori di Portlligat. E anche questo è stato un viaggio nei viaggi con lei che l'abbiamo lasciata per ultima, alla fine del viaggio, solo per farle piccolo saluto prima di rimettersi in marcia e ritornare verso casa.



e adesso, la prossima volta che la vedrò sarà con un ennesimo sguardo, ancora diverso, da cittadina, da "lavoratrice" ma soprattutto da mamma, perché la prossima volta che la vedrò Bianca sarà con me in questa mia nuova avventura. A novembre. Per 4 mesi. Io e lei. Patrick e Abbey part time.
Destinazione: Barcelona.

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