mercoledì 10 giugno 2009

In cerca di Don Chichotte e Sancho Panza

Pubblicato da casalinga patrizia a 10:55
Siccome che la ziaida deve partire prossima settimane per un corso a Valencia e
siccome che stavo cercando qualche informazione al riguardo e
siccome che questo blog vuole diventare un po la mia memoria storica e
siccome che alla fine questa storia della scrittura era insita dentro di me da molto prima che esistessero i blog (o forse no..) e
siccome che scrivevo questi racconti per un sito di viaggi
ho ritrovato tra le mie cose questo racconto di viaggio attraverso la Spagna centrale fatto tante tante primavere fa...
Eccolo qui..è un po lungo quindi vedete se avete voglia di leggerlo..

"Viaggio nella Spagna centrale
19-26 aprile 2003
Beh dopo aver raccontato dei nostri viaggi in Portogallo e in Irlanda avevo pensato di abbandonare per un po’ la messa su carta dei miei pensieri e sensazioni che questi viaggi ci lasciano nel cuore..mah il destino ha voluto diversamente e siccome mi ritrovo qua a letto con una caviglia dolorante ho pensato che ricordare quei giorni di vacanza potrebbe essere un ottimo modo per far passare le giornate che qua, in queste quattro mura sembrano interminabili…
Come sottofondo una musica fatta di viaggi, immagini e colori per descrivere i prati immensi, le collinette desolate e gli spazi interminabili della Spagna centrale…quella Spagna un po’ nascosta, un po’ bistrattata, un po’ meno turistica ma che ha lasciato in me e spero anche in Patrick un idea di libertà, di vita, di serenità come solo ora mi aveva dato il mare, l’oceano…
Il nostro viaggio comincia da Madrid…capitale della Spagna e famosa per la sua vita notturna, per i tanti bar e locali, per la cordialità della sua gente ma anche per il suo traffico da grande città europea…io innamorata da sempre di Barcellona ero abbastanza prevenuta…ma mi sono ricreduta immediatamente…anche se a Madrid sembra non splendere mai il sole…
Arriviamo a Madrid alle 18 dopo i nostri soliti viaggi aerei comodi e poco costosi…un bel Bologna – Francoforte, Francoforte – Madrid…fortunatamente anche questa volta in orario…
Insomma, il cielo grigio ci da il benvenuto in Spagna e subito all’aeroporto immenso di Madrid ci imbattiamo in un gentilissimo signore che ci offre il suo biglietto della metro con 4 corse ancora inutilizzate…la metro.. già perché dall’aeroporto si arriva direttamente in centro con la metro.. il viaggio dura circa mezz'ora.. ma se uno ha poco tempo come noi è l’ideale.. l’alternativa è prendere l’autobus che ti fa fare un giro panoramico della città ma che ti costringe a prendere la metro ad un certo punto del tragitto…
L’Hostales (si chiamano cosi gli alberghi economici in Spagna) prenotato su internet si trova proprio dietro alla Metro Sevilla (a proposito in spagnolo Metro è maschile…)…. La stanza però è veramente angusta.. con un odore di stantio e con la finestra che da direttamente su un tetto spiovente.. ma non importa.. siamo in vacanza e non abbiamo certo tempo da passare nella stanza.. in fondo è necessaria solo per una doccia calda e per un buon sonno..(Hotel Teran, 55 euro a camera).
La Spagna mi ha sempre affascinato, per il buon mangiare, il buon bere, la gente e soprattutto la lingua…lo spagnolo ha un suono cosi dolce, caldo, sensuale.. altro che le lingue anglosassoni.. e infatti mi lancio subito in discussioni con tutti… di solito all’estero è Patrick che è più loquace e che gli piace mettersi in gioco con la conoscenza delle lingue ma qua ero io che parlavo con tutti e che li capivo… ho anche deciso che nei prossimi mesi freddi invernali mi iscriverò ad un corso di spagnolo.. olè!
Prima meta.. Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia…è sabato e il museo è gratuito e aperto fino alle 21…esternamente non è un gran che.. un ammasso di cemento che da su una piazza altrettanto cementata.. ma dentro è da togliere il fiato.. si trovano opere di arte moderna, Dalì, Picasso e il suo meraviglioso Guernica, e soprattutto opere del mio artista preferito.. Mirò…la visita ci porta via un paio d’ore.. e dopo aver comperato il catalogo del museo decidiamo che è ora di cominciare a tapear..cioè andar per tapas..
La prima sosta è al Museo del Jambon…in realtà in Spagna sono una catena, se ne trovano un po’ ovunque in tutte le città della Spagna del Sud…il locale è diviso in due parti.. un negozio dove si possono trovare un sacco di prosciutti, formaggi e salami di ogni genere e un bancone dove si può bere birra mangiare un panino.. il tutto in una cornice di prosciutti che tappezzano il soffitto e le pareti.. ovviamente noi cominciamo con 2 birre e un panino al Jambon iberico.. la qualità di prosciutto più buona in Spagna e anche la più costosa..
Il panino ci ha aperto lo stomaco cosi andiamo in cerca di un altro locale nella zona dietro al Museo.. gironzoliamo entrando e uscendo dai bar fino a decidere di fermarci in un locale carino.. caratterizzato da Azulejos dove ordiniamo patatas bravas e crocchette di prosciutto.. i piatti sono giganti e dopo due crocchette a Patrick gli era venuto un po’ di disgusto.. beh come primo giorno a Madrid siamo abbastanza soddisfatti.. domani ci aspetta un altro giro per Musei…
Nell’hostales non è compresa la colazione cosi decidiamo di fare colazione a Churros e cioccolata ma da turisti forse non per caso come siamo.. veniamo attratti da un luogo prettamente americano e certamente global…lo Starbucks… beh per oggi vada la colazione americana… muffin, scoone, cappuccino nel bicchiere da coca cola e cioccolata ci vengono a costare ben 8,50 euro.. però siamo a posto fino a pranzo.. forse…
Dimenticavo prima di andar per musei tappa d’obbligo è il mercato del Rastro..un mercato domenicale che si estende per parecchie calli nella zona di Embajadores.. io vado matta per i mercatini e questo rispetta tutti i canoni di un vero mercato delle pulci, abiti, dischi, ma anche coltelli e cianfrusaglie di ogni tipo… non posso andarmene a mani nude e infatti rimango affascinata da una bellissima gonnellina.. comincio così una sorta di spogliarello all’aria aperta per provarmela.. con Patrick che riprende ininterrottamente e la gente che ci guarda e ride..
Notiamo in un angolo un barattino sporco ma zeppo di gente.. cosi decidiamo di farci una cana come aperitivo prima del Museo…
Raggiungiamo il Paseo del Prado e rimaniamo subito colpiti dalla fila immensa per entrare al Museo del Prado..il museo più famoso di Madrid e di tutta la Spagna che contiene più di 7000 opere e in particolare la famosa Maja desnduda e Maja vestita del Goya… (il sabato pomeriggio e la domenica il museo è gratuito).. la fila scorre abbastanza velocemente e dopo una mezz’oretta ci ritroviamo all’interno delle sale immense del museo.. a guardare quadri, quadri e ancora quadri.. l’arte del seicento e del settecento devo essere sincera non mi entusiasma e le opere sono talmente tante che ad un certo punto non ci si capisce più nulla.. Patrick sostiene che forse non siamo dei grandi estimatori dell’arte classica e soprattutto io dell’arte prettamente religiosa… e poi tutti quei santi e quei ritratti mettono anche un po’ di angoscia..
Subito fuori dal Museo c’è il Real Jardin Botanico..piccolo ma ben tenuto..ovviamente qui ci sbizzarriamo nel fare foto.. intanto si fa quasi ora di pranzo e nel primo pomeriggio è in programma la visita ad una altro museo: il Thyssen-Bornemisza.
Per pranzo ci fermiamo in un localino dietro al Paseo del Prado..il locale è molto carino..ad esempio non ci sono semplici sedie ma si mangia seduti su barili di vino o addirittura su una sedia da dentista o da barbiere di altri tempi.. alle pareti sono appese biciclette, maglie di giocatori di calcio, gioghi per i tori… mangiamo delle bruschette con gamberetti e peperoni e ovviamente dos canes.
Il museo che è in realtà una collezione privata di questa famiglia dal cognome impronunciabile contiene una serie di opere che vanno dal XIII e XIV secolo all’avanguardia fino alla pop art.
Il cielo che ci accompagna è grigio e nuvoloso ma noi decidiamo ugualmente di girovagare senza meta per la città.. chilometri e chilometri a piedi.. in cerca di un qualche angolo suggestivo.. visitiamo la stazione di Atocha che per alcuni può essere estremamente kitch ma che in realtà, secondo me, da vita a un idea estremamente originale.. è una normale stazione dei treni che però è stata trasformata in una serra.. cosi se dall’esterno può anche non piacere all’interno.. nel caldo e umido più totale si trovano una serie di piante gigantesche di origine tropicale..
Passeggiando raggiungiamo poi il centro vero e proprio della città che termina in Plaza Major costruita nel tipico stile herreriano e circondata da tanti bar con migliaia di tavolini che si affacciano sulla statua equestre di Filippo III.. è uscito anche un barlume di sole e la piazza piena di gente e di giovani seduti per terra con le loro sportine (Bottillones) è estremamente affascinante…
Continuiamo a passeggiare e ci addentriamo nel dedalo di viuzze della Moreria (l’antico quartiere arabo) fino alle terrazze di Las Vistillas.. ci facciamo due bicchieri di vino tinto in un barettino piccolo ma carino e ci godiamo l’ultimo sole della giornata..
Dopo una doccia veloce e un po’ di riposo.. verso le 22 usciamo per la cena.. direzione quartieri di Malasana e Chueca.. è domenica ma di persone in giro ce ne sono parecchie… la cena è a base di kebab e falafel.. i miei piatti preferiti.. e la serata passa tra un locale e l’altro.. buonanotte..
Oggi è l’ultimo giorno a Madrid.. da domani si parte.. verso i mulini a vento…
La mattina la passiamo visitando il Palacio Real.. merita assolutamente la visita.. le stanze sono ben tenute ed estremamente sontuose.. ma una sala in particolare mi ha attratto ed è la farmacia reale dove si possono trovare una sfilza di vasi di medicine e di alambicchi usati per miscelare i rimedi destinati ai pazienti della famiglia reale.. a Patrick invece da vero ometto che si rispetti è piaciuta molto la sala dell’Armeria in cui si trovano una collezione di armi e armature scintillanti risalenti al XVI e XVII secolo.
Una volta usciti dal palazzo ci dirigiamo verso Plaza de Espana…e finalmente li vediamo…nel bel mezzo della piazza (che non è un gran che) ci sono le statue di Don Chisciotte e di Sancho Panza il suo fidato scudiero… non possiamo non fare una foto..
Percorriamo tutta la Gran Via fermandoci ovviamente in ogni barettino per bere birra e mangiare tapas…c’è il sole finalmente cosi non ci resta che visitare il Parque del Buen Ritiro.. il parco pubblico più grande di tutta Madrid.. prima però tappa d’obbligo Plaza de Toros.. cammina cammina.. io volevo arrivarci a piedi ma ad un certo punto ci siamo accorti che non avremo potuto farcela quindi ci siamo arresi e abbiamo preso la metro… l’uscita della metro da direttamente sulla piazza e l’arena dove ci sono le corride ci appare in tutta la sua grandezza…non ne avevo mai vista una ed è stato emozionante anche se l’idea che un sacco di gente è disposta a spendere un sacco di soldi per veder torturare un toro mi fa raccapricciare… giro panoramico, solita sosta in un bar vicino per un bocaddilos con frittata e birra.. e per riposarsi raggiungiamo il parco..
E veramente grandissimo, con un gran laghetto nel centro dove si affittano perfino delle barchette a remi.. sono le 16 e da veri spagnoli valutiamo che questa è l’ora migliore per la siesta.. stesi per terra e a piedi nudi sull’erba ci godiamo la nostra vacanza che piano piano sta entrando nel vivo..
La sera la passiamo in giro per le viuzze del centro passeggiando e chiacchierando e pensando al nostro itinerario in macchina che si prevede lungo ma meraviglioso.. il tempo per chiamare il Turco il nostro amico che incontreremo a Valencia (già lui vive li con la sua ragazza spagnola) e poi tutti a nanna..
Lasciamo l’albergo ma prima di raggiungere l’aeroporto per ritirare la macchina prenotata via internet all’ AVIS non possiamo certo andar via senza mangiare i churros.. Patrick li aveva già mangiati quando era stato a Siviglia ma io no.. ed era un obbligo… devo essere onesta non sono un gran che, non sanno di molto se non di fritto.. e fare colazione con la cioccolata in tazza è un po’ pesante.. Per la macchina non ci sono problemi, decidiamo anche di non fare l’assicurazione per il furto.. troppo costosa e pronti a partire.. Uscire dall’aeroporto e da Madrid è facilissimo, ci ritroviamo immediatamente in una sorta di tangenziale enorme.. già ci facciamo un idea di come sarà comodo viaggiare sulle strade spagnole..
Prima tappa SEGOVIA a nord di Madrid..(un mio amico ci aveva consigliato di visitare questa città piuttosto che l’Escoriale che è la residenza estiva dei reali..). Segovia è una delle più antiche città spagnole e il suo magnifico acquedotto romano ne è la testimonianza più convincente mentre l’Alcazar, arroccato su uno scosceso promontorio, evoca il passato moresco del Paese. Il paesino a Patrick non è piaciuto molto.. e la visita non è durata che un paio d’ore dove però lui ha avuto l’occasione di mangiare per la prima volta le orecchie di maiale fritte (BLEACH…)
Dopo Segovia ritorniamo verso Sud per raggiungere Toledo.. il viaggio è abbastanza lungo anche se le strade non sono per niente trafficate e pur non essendo autostrade a pagamento sono ben tenute e molto grandi.. Arriviamo a Toledo che sono oramai le 18 e dobbiamo ancora trovare da dormire.. la guida dice che i posti più economici sono dentro le mura della città vecchia.. cosi dopo aver parcheggiato iniziamo la salita verso il centro.. Per darvi un idea Toledo assomiglia più a Siena che non a San Marino come mi avevano detto.. è comunque tutto un sali e scendi ma è un posto veramente affascinante.. e poi dall’alto si vede il Tejo che attraversa la città e guardandolo scorrere tranquillo ci è tornato alla mente il nostro bellissimo viaggio in Portogallo.. Troviamo in effetti un hostal a 19 euro a camera ma l’idea di tornare a prendere le valige in macchina e rifare tutta la salita ci fa cambiare idea.. cercheremo un alloggio nella città nuova.. la ricerca si presenta più complessa e alla fine troviamo un albergo il Don Pedro (42 euro a camera).. lo so molto più costoso ma molto comodo, pulito e carino.. l’altro era una bettola al confronto e non aveva nemmeno il bagno in camera… ci godiamo la stanza e dopo una doccia decidiamo di ritornare in città per passare la serata.. il fascino della Toledo di notte è indescrivibile.. poca gente per le strade, le luci delle case e dei lampioni che ridanno alla città un area medievale.. molto suggestiva.. si sente perfino il rumore del Tejo…
Come al solito lo scopo è girare più locali possibile e assaggiare più tapas.. però vista la città cosi raffinata decidiamo di pasteggiare non a birra.. ma stasera solo vino.. il primo locale dove ci fermiamo è molto carino, tutto in legno e con tanta gente del posto.. ad un certo punto ci arriva perfino un sms di un nostro amico per chiederci se andavamo da lui a vedere la partita: Juventus - Barcellona… ma oramai ogni luogo è paese e noi stavamo già guardando la partita ma a migliaia di chilometri di distanza..
Il secondo locale invece ci ha sbalordito per il cibo…prendiamo questa specie di stufato di carne e del vino tinto veramente eccezionale.. io ero rimasta senza parole cosi quando ho chiesto al cameriere cos’era questa prelibatezza mi ha risposto con un certo sogghigno.. é Bambi!!! Beh.. meglio tralasciare ogni commento.. da vera golosa quale sono però non potevo finire la serata senza dolce.. ma purtroppo in Spagna di sera nessuno mangia dolci e nessun bar tiene cose dolci..mah!!!
Finalmente il giorno tanto atteso è arrivato.. il giorno che avevo preparato con più attenzione e cura.. attraversare la Mancha e fare tutto l’itinerario di Cervantes (Route del Quijote)…mulini a vento compresi…
Salutiamo Toledo un ultima volta facendo un giro per i tanti negozi di souvenir specializzati in coltelli e spade.. e saliamo in macchina..
Appena usciti dalla città ci ritroviamo attorniati da immense distese di campi, colorati di giallo, verde, marrone, rosso, sono interminabili, la loro grandezza è difficile da esprimere.. questi campi separati tra loro solo da una lunghissima strada di cui si vedeva l’inizio ma non si può immaginare dove porti e quando e se finirà.. è stata una sensazione indescrivibile.. ogni tanto si vedeva un castello in rovina.. sembrava di essere dentro ad un quadro e la macchina si perdeva in tutta questa grandezza.. prima fermata CONSEGRUA. Ed eccoli finalmente i mulini, ognuno con il suo nome, tra cui ovviamente il mulino più importante chiamato Sancho. Sono tutti in fila l’uno dietro l’altro, e a fare loro da sfondo c’è la rocca semidistrutta di un castello dei Templari.. sono questi i mulini contro cui lottava Don Chisciotte??? Chissà.. alla fine della giornata dopo averne visti tanti, tutti diversi, tutti con una loro storia, abbiamo deciso che si dovevano essere questi.. i più spaventosi, i più minacciosi.. e allo stesso tempo i più affascinanti..
Putroppo ad un certo punto sbagliamo strada e ci perdiamo Puerto Lapice dove dovrebbe esserci la locanda che ispirò a Cervantes l’episodio dell’investitura del cavaliere.. ci fermiamo quindi a CAMPO DE CRIPTANA..qui i mulini sono sparsi dietro le ultime case bianche e blu della città e sono circondati da bar e pub.. la foto di rito lottando con i mulini e davanti alla statua in ferro battuto del cavaliere.. in ogni mulino c’è qualcuno, o l’ufficio informazioni, o un baretto.. ma soprattutto in uno troviamo un vecchiettino che ci fa salire e ci spiega per una buona mezz’ora come funziona un mulino a cosa serve quel bastone che si vede all’esterno.. che non serve come pensavo io a far tener ferme le pale.. ma bensi a facilitare l’uomo a girare le pale nella direzione del vento… è stato bellissimo.. questo omettino che raccontava in spagnolo e con gli occhi lucidi come funzionava la sua creatura.. anche io mi sono emozionata anche se in realtà sia io che Patrick.. non capivamo molto quello che diceva..
Il paesino era affascinante e girando tra mulini a vento e vicoletti ci imbattiamo in una signora tutta carina che ci fa entrare nel suo negozietto per farci assaggiare del vero queso manchego e poi inizia a parlare ininterrottamente fino a quando non riusciamo a dirle che non siamo spagnoli cosi lei con il suo solito sorriso “Ah non siete voi quelli che aspettavo”… beh dopo ci ha fatto lo stesso visitare una casetta tipica di un pastore della mancha… tutta in roccia.. meritava certamente la visita..
È ora di pranzo cosi decidiamo di fermarci a mangiare un panino nel campo all’inizio della città dove i paesani sono soliti ritrovarsi la sera per chiacchierare e raccontarsi della giornata passata.
Dopo la sosta proseguiamo il viaggio verso il prossimo paesino: EL TOBOSO. La strada per arrivarci è spettacolare.. ma qui in realtà è tutto affascinante.. una strada interminabile senza una macchina e di quelle che si vedono solo nei film americani.. ad un certo punto ci imbattiamo anche in un allevamento di struzzi.. mah..
Entrati a El Toboso rimaniamo senza parole, tutta la città sembra morta, stile paesino del far west dopo che il cattivo di turno ha fatto strage di innocenti.. non una persona, non un cane, sarà perché è l’ora della siesta ma è una cosa sconvolgente.. qui troviamo le solite statue in ferro battuto che rappresentano Don Chisciotte e la sua amata Dulcinea.. già perché questo è il paese di Dulcinea.. Essendo tutto chiuso non riusciamo a visitare la casa ricostruita della donna amata e soprattutto con estremo dispiacere non riusciamo a visitare il Museo di Cervantes dove sono raccolte tutte le sue opere e in particolare il Don Chisciotte in tutte le lingue e in tutte le edizioni pubblicate..
Il viaggio è ancora lungo cosi decidiamo di ripartire e di avvicinarci sempre di più a Valencia. Ultima tappa è MOTA DEL CUERVO dove i mulini si trovano lontano dalla città su un altura in cui si trovano anche colonne spezzate di un tempio romano.. forse perché ne avevamo visti troppi e alla fine come dice Patrick un mulino vale l’altro questi non ci hanno entusiasmato molto anche se forse erano quelli tenuti peggio e meno curati…
Riprendiamo il cammino e dopo un paio d’ore avvistiamo VALENCIA.. sembra circondata dalla nebbia, una cappa forse di smog, l’avvolge.. al primo sguardo ci pare una città rumorosa e parecchio incasinata.. giriamo infatti per una buona mezz’ora per cercare l’Hospitales Pilar che il Turco ci aveva prenotato la sera prima… presi dall’esasperazione decidiamo di lasciare la macchina in un parcheggio sotterraneo e decidiamo di goderci i giorni a Valencia girando con il pullman o a piedi.. l’ostello pulito e con bagno in camera si trova proprio nel centro della città vecchia davanti al mercato coperto e vicino a la Lonja, un edificio gotico del XV secolo con un magnifico atrio colonnato che un tempo ospitava la borsa merci di Valencia. Doccia, birra e alle 20 ci incontriamo con il Turco che era appena uscito dal lavoro.. dopo i saluti e i racconti della sua nuova vita valenciana ci accompagna in giro per la città vecchia spiegandoci a suo modo tutto quello che vediamo. Ci fermiamo in un localino dove la specialità sono le cozze alla marinara infatti sul pavimento sono presenti delle ceste di plastica che servono come bidone per buttare la conchiglia. In realtà le cozze secondo me e Patrick non sono eccezionali ma il posto è veramente caratteristico.. Purtroppo la ragazza del Turco ha la febbre cosi lui deve scappare ma ci consiglia un posto dove fanno ottime tapas.. qui abbiamo preso la più grande scaia da sangria.. ma si facciamocene un litro… alla fine non sapevamo più come finirla anche perché come contorno avevamo preso solo delle patate alla bravas e del polpo alla galega.. piccantissimo.. io non ce la facevo più cosi siamo tornati all’ostello e ci siamo messi a urlare e cantare dal balcone della nostra stanza e poi siamo collassati in un sonno rigeneratore..
Buongiorno, colazione in un bar con delle paste giganti e cioccolose e poi via verso la Ciudad de las Artes y de las Ciencias.. un complesso futurista dove si trova anche il nuovo acquario spagnolo dopo quello di Barcellona.. e come non visitarlo.. purtroppo avendo appena aperto è zeppo di gente e di scolaresche.. è una gran confusione e inoltre molte vasche non sono ancora completamente finite.. come idea però è carina c’è anche un delfinario con spettacolo annesso.. alcune vasche sono cosi visitate che non ci si sta dal rumore e poi un sacco di gente è cosi maleducata che urla, tocca i vetri delle vasche con le mani e fa fotografie con i flash ai pesci.. ad un certo punti non resisto più e faccio un urlo dicendo a tutti quanto sono maleducati e poco rispettosi dell’ambiente e dei pesci che vivono all’interno delle vasche..
Valencia ha due caratteristiche particolari è attraversata dal fiume oramai secco Turia il cui letto è stato trasformato in un vasto parco e dal mare.. perché Valencia è sul mare ma per arrivarci dal centro della città ci vuole una buona mezz’ora di autobus..
La spiaggia in realtà è grande.. sembra la spiaggia libera di Marina ma non è cosi affascinante come immaginavo e poi il lungomare è costellato di case distrutte o in via di costruzione che danno un senso di abbandono.. magari durante l’estate assume un aspetto completamente diverso ma fuori stagione non è certo un gran che..
Anche Valencia città è un po’ cosi.. si passa da case completamente ristrutturate che sono attorniate da catapecchie o da case che presentano solo la facciata ma che sono completamente distrutte.. gironzoliamo comunque in lungo e in largo fino a quando Patrick viene in mente che dobbiamo andare a vedere il Sacro Graal.. custodito nella Cattedrale.. a noi non sembra proprio l’originale o meglio noi siamo convinti come Indiana Jones che non possa essere fatto d’oro perché in fondo Gesù era un falegname.. giusto??
Non si può essere a Valencia e non assaggiare la Paella valenciana e non si può come in tutti i nostri viaggi prendersi un pacco culinario…vi avvisiamo: la paella la mangiano tutti a pranzo e quella che vi danno la sera o e lo scarto del pranzo o ve la fanno con poco entusiasmo.. cosi è stato.. ci siamo fermati in un localino che sembrava carino, con tutti i tavolini sulla strada.. beh la paella sembrava surgelata e le porzioni erano veramente piccole.. insomma un vero pacco…
La nostra sosta a Valencia sta per finire è ora di riprendere il viaggio di ritorno.. la strada è molto lunga.. un’ultimo sguardo al Mercato coperto, alla Torres del Serranos, alla Torres de Quart, alla Plaza de la Virgen e soprattutto alla Lonja… spettacolare..
Dimenticavo prima di tornare a Madrid decidiamo di raggiungere Alicante per fare effettivamente un po’ di mare…beh ad Alicante non ci arriveremo mai.. abbiano avuto un piccolo contrattempo.. da buoni italiani quali siamo non rispettiamo i limiti di velocità cosi ci becchiamo un autovelox da 94 euro (???).. il bello è che eravamo senza soldi perché non riuscivamo a prelevare.. così la polizia ci ha fatto fermare un ora sotto il sole.. nella nostra ingenuità pensavamo che questa fosse la nostra punizione cosi siamo stati un’ora chiusi in macchina con le cinture allacciate dalle 11 alle 12 con una temperatura che ha raggiunto anche i 27 gradi.. beh dopo quest’ora di sosta ci sono venuti a prendere con la volante e ci hanno portato come dei veri delinquenti davanti ad una banca e hanno aspettato finché non siamo riusciti a prelevare e pagare fino all’ultimo centesimo la multa..
Cosi senza più soldi e in ritardo di più di due ore sulla tabella di marcia ci siamo fermati a Xabia.. una piccola cittadina con una bella spiaggia El Arenal circondata da bar e ristoranti… finalmente sole e mare.. e poi non smettiamo più di ridere pensando a quello che ci è successo poco prima.. che avventura.. e quanti soldi buttati..
Io non sono ancora contenta e siccome la paella di ieri faceva schifo non sono disposta ad andarmene dalla Spagna senza averne assaggiata un'altra.. e cosi ci fermiamo in un ristorantino sulla spiaggia e ordiniamo gazpacho, paella e vino blanco…finalmente un ottimo pranzo… e pieni e un po’ brilli ci mettiamo di nuovo in cammino perché la strada verso Madrid è ancora lunga e poi se dobbiamo rispettare anche i limiti di velocità!!
L’idea iniziale era quella di fermarsi a dormire a Cuenca e l’indomani alzarsi presto per prendere l’aereo a Madrid.. però la strada è veramente lunga e non si sa mai che ci capiti un altro imprevisto cosi decidiamo di raggiungere Madrid e cercare da dormire.. il problema è che arriviamo in città verso le 21 e la ricerca di un albergo si fa estremamente ardua.. siamo distrutti, insabbiati e sudati.. che fare??? Ad un certo punto un lampo di genio… passiamo una vera notte madrilena, in giro per locali fino a mattina e poi verso le 5 – 6 della mattina ci dirigeremo verso l’aeroporto.. cosi risparmiamo anche un po’ dei soldi della multa.. e cosi sia.. lasciamo la macchina in un parcheggio davanti allo stadio Bernabeu e andiamo verso il centro di Madrid a farci una notte di follie.. chi abita in un piccolo paesino come il mio non può immaginare la gente che c’era per le strade…c’era la fila come se fosse la vigilia di natale e tutti in giro per gli ultimi acquisti.. ma era già l’una di notte.. rumore, locali aperti, casino, musica.. e in giro per le vie si stava benissimo.. ogni tanto gruppi di ragazzi con i bottillones oppure signori tutti eleganti che sembravano usciti dal teatro.. tutti in giro.. cosi.. ad aspettare il mattino..beh nonostante la stanchezza e i 7 chilometri a piedi che abbiamo fatto alle 5 per ritornare alla macchina è stata una bellissima serata.. ma ora è tutto finito..la vacanza è giunta al termine e io penso che non dimenticherò mai i mulini a vento, le grandi distese di tutti i colori della Mancha, la gente spagnola, e il calore che ti trasmette…
Hasta la vista.. e al prossimo viaggio…"

nel caso vi abbia fatto impazzire (HIHIIHI) qui ne trovate un altro sul portogallo:
http://www.turistipercaso.it/viaggi/itinerari/testo.asp?ID=959

1 commenti:

Anonimo ha detto...

....Ronf Ronf Ronf... eh eh eh !!!!
scherzo :-) !!!!!!!
ps. dì la verità avevi fretta e così sei passata al reciclaggio di materiale ;-) !!!

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