martedì 16 marzo 2010

la marrakesh occidentale e il richiamo del muezzin

Pubblicato da casalinga patrizia a 16:17
La senti, dovunque tu sia, in qualunque parte della città tu ti trovi, quella voce, cupa, ma allo stesso tempo calma, ma intensa..
quella voce si leva sul tranbusto della città,
quella voce serve per ricordare a tutti che è il momento dell'ADHAN, l'invito alla preghiera..
non molti in realtà si fermano e pregano, ma la sentono e lo sanno che quello è il momento..
più volte al giorno la voce ritorna..sempre uguale, con la stessa cadenza, con la stessa calma..
e ogni volta ti giri per cercare di capire da dove viene...da che parte..poi la vedi..
la torre del minareteo della Moschea Kontubia che si staglia nel cielo..ed è cosi alta perchè la voce deve giungere a tutti, sempre, implacabile...





e non puo non farti riflettere sul potere delle religioni, sul loro senso e sull'importanza che anno, soprattutto per i marginati, quelli che donano tutto loro stessi a questo dio giusto o sbagliato che sia, in cui vedono la loro salvezza perchè forse non hanno niente altro che lui, che si trascinano giorno dopo giorno agli angoli della strade ad aspettare..solo che quella voce li richiami e gli ricordi che forse è solo grazie a questo dio che sono li...
e poi il contrasto..ancora una voltà, di una città cosi, con le sue mille sfacettature..
il contrasto di una città che se all'interno della medina è povera e semplice, all'esterno è fatta di caous, confusione, strade ruomorose in cui si riversa tutta un altra parte di popolazione, quella ricca, quella fatta dagli stranieri che sono arrivati per arricchirsi, quella che vuole occidentalizzarsi e che si vuole distaccare dalle origini, dalla città che era...
una parte della città in cui tutti sono belli, puliti, tutto perfetto, in cui chi se lo permette puo comprarsi anche l'alcool sempre facendo vedere la carta d'identità, una città in cui le marche universali imperversano e che non racchiude in se nessun fascino, nessuna tradizione e nessuna cultura del passato..dove tutto è il presente e il futuro...
qui però non puoi non passare, almeno un paio d'ore per riposare le orecchie dai rumori intensi della medina (che poi mica si riposano..), il naso dagli odori speziati delle carni, gli occhi dai colori accesi dei souk..ma bastano poche ore..per esserne già colmo, stufo..
in queste poche ore però si ha la possibilità di passare del tempo in un luogo incantato, quasi magico, dove i colori accesi e psicadelici delle fioriere e dei vasi si mischiano tra quelli verdi di piante esotiche e l'azzurro del cielo,
dove le bouganville fucsia esplodono da vasi di terracotta giallo limone e cactus si distendono contro pareti blu cobalto...
un luogo donato alla città, un regalo per dimostrarne l'amore e l'affetto...







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