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mercoledì 29 settembre 2010

festa di san michele

Pubblicato da casalinga patrizia alle 13:23 0 commenti
"In una città chiamata Selem si trovava un lago. In esso abitava un drago che uccideva chiunque incontrasse. Per placare la sua ferocia, gli abitanti della città gli offrivano ogni giorno delle pecore.
Quando non ci furono più pecore, furono costretti ad offrire al drago, ogni giorno, un giovane estratto a sorte. Un giorno fu estratta la figlia del re, che offri’ al drago tutte le sue ricchezze in cambio della vita della figlia. Gli abitanti, che avevano sacrificato i loro figli, si ribellarono e la principessa si avvio’ verso il lago.
In quel momento arrivo’ San Giorgio, un giovane e valoroso cavaliere, che decise di salvare la principessa. Stremato dal combattimento, invoco’ San Michele Arcangelo. San Michele diede a San Giorgio la sua spada, con la quale egli trafisse a morte il drago."
tratto da La Casa nella Prateria

Quando stavamo a Barcellona la stessa storia l'abbiamo sentita e gliela'ho raccontata un sacco.e a volte ancora oggi va a prendere il libro che abbiamo comprato, fatto solo di immagini e la vuole sentire..la storia..solo che al posto di San Michele nella nostra storia c'è San Jordi!..
inoltre a Barcellona la stessa storia viene raccontata il 23 aprile..giorno di sant jordi!! dove a parte raccontare ai bimbi la storia la festa si svolge tra rose e libri..la città si riempie..in ogni angolo venditrici di rose rosse e bancherelle di libri..

Inoltre c’è una festa di San Michele anche vicino a casa nostra..dove per tre giorni e tre notti si mangia e si balla e dove un tempo si svolgeva una corsa di cavalli berberi, impegnati a percorrere nel minor tempo possibile una distanza predeterminata.

Ora si festeggia con un dolce spettacolare..il dolce di San Michele…
ecco la ricetta!

pasta frolla: 250 gr. di farina, 25 gr. di strutto, 3 rossi d’uovo, 125 gr. di burro, 125 gr. di zucchero a velo.
Impastare, foderare uno stampo imburrato e infarinato e mettere in frigo.
Preparare la cremina: portare ad ebollizione 100 gr. di latte, 600 gr. di panna per dolci, 1 bustina di vanillina, la scorza di un limone, 2 cucchiai di zucchero caramellato e aggiungere 4 fogli di colla di pesce, precedentemente ammollata in acqua fredda per 20 minuti! Mescolare il tutto e lasciare raffreddare.
Frullare 6 rossi e 3 uova intere, + 3 hg. di zucchero a velo, 200 gr. di mascarpone ed aggiungerlo alla cremina di prima.
Disporre tutta la farcitura sopra la pastafrolla ed infornare in forno caldo a 180° per 30/40 min. (dipende dal vostro forno), si deve formare come una crosticina appena bruna;quando è cotta e raffreddata, disporre frutta secca a piacere (noci, pinoli e noccioline), spennellate con tortagel alla marmellata di albicocche.
Buon appetito!! E Buoni festeggiamenti!!

giovedì 29 aprile 2010

insomma è finita!

Pubblicato da casalinga patrizia alle 09:48 2 commenti
Questa volta è finita!
la mia vita da italiana in spagna finisce!
Finisce con il sole che finalmente è arrivato e mi ha regalato il calore di questa ultima settimana!
Si rimette tutto in una valigia e si torna a casa!
Il mazzo di chiavi dell'appartamento spagnolo si lasciano in una buchetta in fondo alle scale e in mano già le chiavi di via del fiocco!
Questa volta è finita!
ed è stato un bel concludersi...
con la famiglia riunita e i progetti lavorativi chiusi in un net pc che mi ha accompagnato in questo viaggio!
Chissà se Bianca da grande si ricorderà di aver vissuto la movida spagnola! Certo ci sarà la sua mamma a ricordarglielo..delle giornate passate assieme..
e delle notti ad addormentarsi su un letto che non era il nostro ascoltando il vociare dei giovani lungo la calle...
Questa volta è finita!
Forse torneremo! non qui ma un po più su..ad un paio d're di macchina da qui..su una costa rocciosa in cerca di coralli...ad ammirare il mare e il tramonto...
Mi porto con me momenti intensi e attimi fuggenti...
tutto passa tutto scorre..tutto si trasforma..e anche quest'esperinza si trasforemerà in qualcosa di più grande, in qualcosa di unico e speciale...
Questa volta è finita!
Ma non poteva finire cosi! Senza un altra avventura dietro l'angolo..un altro viaggio...
così doamni si parte..con la macchina e carichi come dei tedeschi in gita troneremo verso casa, macineremo kilometri e kilometri e ci fermeremo a vedere luoghi nuovi, coste sconosciute e a cercare lingue diverse..
dallo spganolo al francese..
viaggeremo verso Toulose e poi Sete e Cassis o forse le mete saranno tutte diverse rispetto al mio piano dettagliato..quello che è certo è che ritroveremo vecchi amici, conosceremo la loro casa in un angolo incantato della porvenza..
Bianca passerà del tempo con il suo amichetto francese che vede cosi poco spesso..
passeremo da tapas a crepe.. e da cava a pastis..
fino a che non giungeremo a casa..per iniziare una primavera tutta italiana...

martedì 27 aprile 2010

Di rose e di libri

Pubblicato da casalinga patrizia alle 09:34 0 commenti
« Lucidate le armi, fatta del morione una celata, dato il nome al ronzino e confermato il proprio, si persuase che non gli mancava altro se non una dama di cui dichiararsi innamorato. Un cavaliere errante senza amore è come un albero spoglio di fronde e privo di frutti, è come un corpo senz'anima, andava dicendo a sé stesso »
Don Chisciotte della Mancia


Non so se le immagini rendono idea della giornata e forse nemmeno le parole risuciranno ad esprimere le sensazioni e la grandiosità di questa giornata.
E' passato Sant Jordi! E io c'ero! Per fortuna!
Una festa così indescrivibile, cosi rumorosa, cosi colorata, cosi colta era un sacco di tempoc he non ne vedevo.
gia dalle prime ore della mattina quando io e Bianca siamo uscite (che di solito a quell'ora tutti dormono) si sentiva già il fruscio di gente che trasportava scatoloni carichi di libri, l'odore nell'aria era quello di una delle più belle giornate di primavera, e da una mano e dall'altra si intravedevano petali rossi su un unico stelo..
Ovviamente aver avuto la fortuna di vivere questi mesi nel barrio gotico mi ha permesso ancora una volta di apprezzare appieno la bellezza delle feste spagnole, dove in ogni angolo anche il più remoto, il più nascosto puoi trovare qualcuno che si prepara per una grande festa, e tra una piazzetta e un vicolo vedevi spuntare libri e rose...sempre e solo assieme..ma una senza l'altro...
abbiamo passeggiato cosi in una giornata in realtà non di festa (perchè qui non è festivo) dove però la gente in realtà lavora solo la mattina per poi uscire a pranzo con il proprio compagno (doppo l'usale scambio di rosa per lei e libro per lui) e passare il pomeriggio lungo le strade addobbate tra rose e libri di ogni sorta. In realtà anche le rose dovrebbero essere rigorosamente rosse (il sangue del drago) ma si possono incontrare banchetti che vendono rose bianche, blu e addirittura rose arcobaleno..
Le strade sono super affollate, peggio dell'ultima settiamana priam del natale o la notte di capodanno..persone persone con ognuna in una mano una sportina di libri e nell'altra una rosa..\par
Noi non avevamo nessuno che ci potesse regalare una rosa e nessuno a cui regalare un libro..perciò abbiamo passeggiato e ammirato e guardato e annusato...e alla fine ci siamo comperate una piccola rosa fatta di carta dove sulla carta era stampata la leggenda di Sant Jordi!
Abbiamo anche comprato un libro..sulla leggenda..sul drago e sul cavaliere senza macchia e senza paura..un libro fatto solo di immagini cosi che sia ora io a inventarmi la storia e fra un po Bianca stessa che deciderà come sarà la sua leggenda di Sant Jordi.
Buone immagini...

















P.S. ieri mattina sul tavolo..c'era una rosa...anche per me...

lunedì 26 aprile 2010

Le cose da fare

Pubblicato da casalinga patrizia alle 09:18 2 commenti
Ecco inizia la mia ultima settimana perciò ho pensato di segnarmi le 10 cose che dovrei e vorrei fare prima di partire e lasciare questa città e questa esperienza...
Chi non è interessato non legga perchè si parlererà per lo più di cibo e cibo e ancora cibo...perchè lo so che sarà la cosa che mi mancherà di più in assoluto...
comunque..
1) Fare colazione davanti alla spiaggia con il mio caffè con leche para llevar e il croissant al cioccolato del forno Beltran;
2) Passeggiare all'ora dell'aperitivo per le piazze di Gracia solo per perdersi a guardare la gente e immaginare le loro vite;
3) Passare ancora un pomeriggio al Parco della Ciuttadella a giocare con Bianca con tutti i giochi della Ludoteca che ci ha accompagnato tutti questi mesi...;
4) Fermarsi a mangiare un falafel del baracchino marocchino all'angolo di casa con i suoi pavimenti a quadrettoni e le sue porte verdi...;
5) Fare take away di patatas bravas e pan con tomate dal trapezon sotto la finestra di casa;
6) Sedermi sulla spiaggia ad ammirare il mare con i piedi nudi sulla sabbia sperando che almeno questa ultima settimana mi regali un po di primavera;
7) Andare al museo di Picasso..si lo so non sono ancora andata..si lo so lo scrivo ma alla fine non c'andrò nemmeno sta settimana...si lo so che non posso andarmene senza averlo visto...mahhhh;
8) Passeggiare con Bianca attraverso i vicoli del barrio fermandosi ad ogni scalino per saltare giù e accomapgnare Bianca per l'ultima volta sulla sua macchinina preferita davanti ad un ferrementa...;
9) Sorseggiarmi un mojito in un baretto del Raval con l'aria della sera che ti accarezza..;
10) Portare Bianca a salutare le papere del chiostro della cattedrale;
e 11) assaggiare finalmente la Fideuà in un ristorante della barceloneta...ah ma quetso l'ho già fatto ieri...
e insomma godermela..ancora un po..

giovedì 22 aprile 2010

fine settimana in anticipo per una prossima ultima settimana

Pubblicato da casalinga patrizia alle 15:26 2 commenti
Domani starò a casa dall'ufficio.
Domani sarà Sant Jordi.
Domani saremo di nuovo sole io e Bianca. Per un intero week end!
Domani inizierà la mia ultima settimana qui!!
Devo godermi appieno questi giorni, fare un sacco di cose, vedere un sacco di cose...e respirare quest'aria..che mi mancherà..già lo so...
Da lunedi si riprenderà il lavoro!
Da lunedi la casa di carrer regomir si riempirà di aria italiana.
Da lunedi saremo di nuovo tutti riuniti! Tutti e 4!!
Da lunedi la Abbey vedrà per la seconda volta nella sua vita Barcellona. La scorsa volta era un capodanno di tanti anni fa durante un viaggio itinerante dall'italia alla spagna passando per la Provenza.
Sono super curiosa di vedere le reazioni! di Bianca che non aspetta altro di riabbracciare il suo quattro zammpe di pelo..E della Abbey! Quando ci vedrà! In una casa che non è la sua!
Il suo passaporto è pronto, e anche il suo cuscino nuovo l'aspetta....

mercoledì 21 aprile 2010

Océanos

Pubblicato da casalinga patrizia alle 14:44 5 commenti
un bambino una volta mi ha chiesto...
"L'Oceano!! Che cos'è l'Oceano?"



ecco qui succede anche questo...
che una giornata come questa venga scandita dalle immagini di questo nuovo film francese...in distribuzione solo qui, in germania, in francia e in inghilterra perchè in italia dicono non ci sia commercio...
la mattinata è trascorsa tra balene, delfini, banchi di sardine che disegnavano nell'acqua le forme più svariate, trichechi che abbracciavano i loro cuccioli e pinguini che con la loro camminata pareva danzassero...
poi ovviamnente dibattito..interessante sulla biodiversità, che cos'è, perchè è importante conservarla e soprattutto un forte dialogo tra arte e scienza..tra quello che è documentario che però si trasforma in emozione, dove i protagonisti sono gli animali e i loro comportamenti e banalizzando sull'importanza del cerchio della vita per cui tutti siamo legati e per cui ogni nostra azione porta a conseguenza per le azioni di altri...
la visione è continuata con il making of della pellicula..in cui subacquei si immergevano prima nelle acque calde del pacifico per danzare con le balene poi in quelle fredde dei poli per osservare da vicino i tuffi dei pinguini..uno, due, tre...quattro...
e poi per finire il tutto in bellezza un ricchissimo pica pica dove ho scoperto la bontà della zucca fritta...
insomma a volte il mio lavoro è anche questo....

lunedì 19 aprile 2010

Mon llibre

Pubblicato da casalinga patrizia alle 16:09 0 commenti
In attesa della festa di Sant Jordi questo fine settimana al Macba (Museo di Arte contemporanea) hanno organizzato la "Festa del llibre per a nens u nenes" cioè una festa dei libri per bambini e ragazzi con la presentazione di nuovi libri che uscireanno in commercio proprio il 23 aprile.
Tra questi ad es. "El jardin curioso" presentato ancora una volta in maniera eccellente..qui...(giusto per informare che è uscita ora la versione in spagnolo).
Comunque, la festa si è svolta in parte dentro al giardino del Macba che all'interno delle sue sale con allestimenti e spettacoli veramente belli.
Appena arrivati si veniva accolti da burattini giganti che rappresentavano un orchesta che suonava canzoni allegre e spensierate...



Poi si passava alla sezione dedicata ad Andy Warhol con un bellissimo libro pop up che spiegava ai ragazzi la storia di questo straordinario e provocatorio artista.



Poi si continuava con la presenatazione di libri digitali...che a me a dir la verità non convincono affatto..vuoi mettere il fascino dei libri, il rumore di ogni pagina quando si sfoglia, l'odore della carta che si trasforma nel tempo e i colori reali dei disegni che accompagnano le parole..
Spostandosi invece nel giardino si aveva invece la possibilità da una parte di comprare i libri resenti alla festa e dall'altra di scambiare libri in un mercat d'intercanvi..
e poi poltrone gonfiabili, seggioline di legno colorate, tavolini con libri di ogni genere e librerie all'aria aperta con una infinità di volumi da cui poter scegliere e sfogliare..magari accompagnati da un freschissimo succo di frutta...





Entrando invece in un altra ala del museo le attività continuavano con suonatori, scuole di poesie illustrate, giostre di lettura e imperdibili teatrini in cui il genitore sotto la guida di una voce registrata si trasformava in un attore in carne ossa facendo giochi da circo per divertire il proprio bambino seduto di fronte al teatrino con in mano un cono di popcorn...




Per finire ovvimente non poteva mancare il MIRADOR di Nati per leggere..uno spazio al 4 piano del museo completamente dedicato ai libri di lettura per bimbi da 0 e 3 anni.in cui tra cuscini colorati, orsi giganti e lettrici animate abbiamo trascorso il week end...





Ah ovvio..abbiamo fatto anche acquisti..

123 Jo dibuixo! Zendrera Zariquiey editore..
un libro per imparare e insegnare a disegnare partendo da una mano, da delle semplici forme geometriche o dai numeri e dalle lettere dell'alfabeto...

El arte de reciclar della Usborne...
magari per quando Bianca sarà un po piu grande...

e AnimAlfabet AlphaPet, Coco Books
che siccome qua l'arte della papiroflexia pare vada molto di moda..insegna come trasformare le lettere dell'alfabeto in meravigliosi animali partendo da semplici cartoncini colorati...(anche questo per il suo prossimo futuro..)


e altri li faremo il giorno di Sant Jordi perchè sia io che Bianca ci siamo innamorate di un libro pop up che uscirà nelle librerie proprio quel giorno li...
10 viatges i 1 somni di Martì Salomò, Edizioni Combel.

P.S. Purtroppo a causa della nube islandese Fortunatamente Patrick è rimasto qui anche tutta la domenica..chissà se domani partirà...

martedì 13 aprile 2010

Pataneve e Red & Toby

Pubblicato da casalinga patrizia alle 10:45 0 commenti
Dopo la carica dei 101 e gli aristogatti (amichevolmente detti BauMao) ora l'attenzione di Bianca è rivolta ad altre due favole classiche...Biancaneve e Red & Toby.
Per qunato rigurda la prima l'amore è nato attraverso el letture preaddormentamento del babbo mentre io ero qua in Spagna. E cosi adesso sappiamo i nomi di tutti i sette nani e non succede più come un tempo quando ne sapevo semrpe e solo 6 e non mi veniva mai in mente il settimo (stessa cosa che mi succede ad es. con i vizi capitali..ma vabbeh)
Insomma ora sappiamo che assieme a Pataneve gli altri sette protagonisti sono:
Prontolo,
Eolo,
Concolo,
Mammolo,
Pisolo,
Ciucciolo,
e Totto.
La cosa bella è che ora per fare mangiare Bianca dobbiamo chiamare a rapporto tutti i sette nani e dare un boccone a ciascuno, facendo il giro a turno tra i sette nani e Bianca.
Inoltre abbiamo capito che la vita di Pataneve è proprio paragonabile a quella di una delle più desperate housewife...pulire, cucinare e avere a che fare con sette nanetti affamati e sporchi. E quando si chiede a Bianca cosa ne pensi al riguardo..beh lei non fa che dire "Ah si...peppa pentola.." che tradotto significa che la povera Bianca di pelle e nera di capelli ad un certo punto nel far le pulizie trova per fino una scarpa dentro una pentola..ah questi ragazzacci!!

Oltre a Pataneve però come dicevo adesso ci sono anche Red e Toby che se li leggiamo nella versione originale del 1981, li guardiamo però prima di addormentarci nella versione Red e Toby 2, più moderna e canterina...
Non vi sto a raccontare tutta la storia sappiate solo che qui Red e Toby vanno ad una fiera di paese e Toby scopre di essere un ottimo cane cantante...
beh magia dei bambini..sabato abbiamo portato Bianca ad un luna park allestito sulla spiaggia della Barceloneta..e lei saputo che andavamo li...ha collegato il tutto e ha affermato soddisfatta "Red & Toby fiera" perciò il pomeriggio lo abbiamo passato tra una giostra e l'altra cercando di trovare Red & Toby...ma purtroppo erano partiti per una tournee in giro per la Spagna..




P.s Siamo di nuovo qui, a Barcellona, anche se per un giorno abbiamo temuto di ritardare la nostra partenza causa malattia alla pelle non identificata di Bianca..fortunatamente trattavasi solo di Orticaria virale...nulla di preoccupante se non che abbiamo girato per dermatologi e pediatri due giorni interi scoprendo che l'orticaria è una malattia abbastanza comune nei bambini e che ha un qualcosa di magico..le macchie infatti si spostano da un punto all'altro del corpo come per magia e poi appaiono e scompaiono all'improvviso...insomma Bianca oltre a tutte le altre somiglianze del caso ha preso in eredità dal suo babbo anche la pelle delicata..

giovedì 25 febbraio 2010

orari diversi

Pubblicato da casalinga patrizia alle 07:47 4 commenti
com'è che qua se uno decide di andare a lavorare prima la mattina..tipo alle 7.40..
trova gli autobus completamente vuoti,
le strade deserte
il mare calmo e il sole che sta sorgendo all'orizzonte
e nemmeno un bar aperto per un caffe con leche??
però trova le porte del laboratorio aperte senza bisogno di mille allarmi, mille chiavi, mille pippe,
ma solo un gentilissimo omino con il suo caffè da macchinetta in manoc he ti saluta con un super sorrisone?
Buona giornata a tutti!!

mercoledì 27 gennaio 2010

cosa leggerò...

Pubblicato da casalinga patrizia alle 22:34 1 commenti
Fra un po si riparte cosi sto mettendo da parte i libri che mi dovrò portare via..da leggere...nei tiepidi pomeriggi spagnoli seduta sul mio divano blu davanti alla finestra che faticosamente riesce a fare entrare la luce del sole che si staglia sulla barceloneta.
eccoli..per ora...
Guida alla Barcellona di Carlos Ruiz Zafon. Sergi Doria. Perchè come molti sono rimasta incanata dall'Ombra del vento e perchè basta con le solite guide.

L'ultima lacrima. Stefano Benni. Perchè me l'ha prestato un caro amico che ogni giorno mi ricorda di leggerlo e perchè io e Benni non ci siamo ancora compresi del tutto.

Mistero di Strada. Francisco Gonzales Ledesma. Perchè parla di Barcellona e perchè è sul mio comodino da natale.

La scuola degli ingredienti segreti. Erica Bauermeister. Perchè parla di cucina e perchè parla di amicizia e felicità.

Marocco. Lonely planet. Perchè devo organizzare il viaggio che faremo.

lunedì 9 novembre 2009

chi parte chi arriva e chi resta

Pubblicato da casalinga patrizia alle 12:55 0 commenti
Come dice Patrick è già trascorso il 10% del tempo che dovremo stare qua.. almeno fino a natale..
sta di fatto che oggi ci abbia lasciato.. dopo la passeggiata al parco della Ciutadella dove Bianca ha giocato tra il mammut e i vari scivoli e dove ho trovato che esiste una ludoteca per bambini della sua età dove certamente la porterò nei prossimi giorni..
lo abbiamo salutato sotto l'arc de trionphe che fa tanto Paris.. presente quella foto famosissima dei due che si baciano alla stazione.. che poi saranno a Pariscomunque noi siamo a Barcellona.. però il senso è quello e mi sono pure commossa.. mannaggia cercando di non farmi vedere da Bianca che mi accarezzava i capelli e mi diceva Mamma mamma con il suo vocino..
Insomma questi 5 giorni sono volati, abbiamo fatto un sacco di cose, ci siamo finalmente orientati tra tutti questi violetti, abbiamo fatto la spesa nei mercati di quartiere e ci hanno fermato per chiederci indicazione come fossimo gente del luogo e ci siamo anche abituati al fracasso notturno riuscendo a riposare anche 4-5 ore per notte.
Adesso siamo io e lei.. sole..ma per fortuna o no per poco.. stasera arrivano i miei genitori.. perchè si abbiamo trovato Paloma che forse ci tiene Bianca per un po’ mentre sono al lavoro.. ma per ora era un po’ presto lasciarla a gente sconosciuta.. e cosi arrivano i nonni..
Adesso lei è di la nella sua stanzetta 2m x 1 m che dorme nel suo lettino con le sbarre...ignara...anche se oggi mentre pulivo le dicevo siamo a casa e lei no la casa è la.. là lontano dall'altra parte del mediterraneo quasi.. là dove c'è Abbey che nei giorni che l'abbiamo lasciata sola ha sofferto, che ci aspettava fuori in giardino al freddo e alla pioggia e che non voleva mangiare..
beh stasera per fortuna avrà qualcuno a coccolarla, ad abbracciarla e mentre io sarò qui a coccolare ed abbracciare Bianca penserò che Patrick ed Abbey saranno la quasi dall'altra parte del Mediterraneo a coccolarsi...

martedì 13 ottobre 2009

I won't be a tourist

Pubblicato da casalinga patrizia alle 09:36 0 commenti

beh siccome fra poco più di due settimane sarò li...
e il mio appartamento è proprio nel barrio gotico...in pieno centro storico...
e sarò li per lavoro (HIIIIHIHHHIIIII)...
questo sarà il mio blog di riferimento...
e speriamo non sia proprio cosi..
http://www.imnotaturist.blogspot.com/

mercoledì 16 settembre 2009

appunti

Pubblicato da casalinga patrizia alle 10:54 2 commenti
Ed Eccomi qua su un treno in direzione Bologna! Finalmente!
Ma partiamo con ordine.. stamattina sveglia all’alba, poi mi è toccato svegliare anche Bianca che dormiva come un angelo dopo che stanotte si era svegliata perché ieri sera mi era venuta la brillante idea di coprirla con il lenzuolo e lei odia il lenzuolo, e cosi si sveglia nel pieno della notte, e fa fatica a riaddormentarsi, e poi le viene il raffreddore perché io peso le metto il lenzuolo cosi può stare con un pigiama più leggero, lei si scopre e starnutisce.
Comunque.. la vesto le do un succo da bersi in macchina e la porto dai nonni, ovviamente lei insieme ad Abbey (mai sole loro due). Pensando già che starà tutto il giorno dai nonni, che giocherà, si divertirà, mangerà tutta la pappa, e che alle 18.30 il suo babbo la andrà a prendere e la porterà a ritirare la nostra cassetta di frutta e verdura allo Spartaco, poi andranno al parco e poi a casa mangiare, giocare e poi nanna (in realtà il suo babbo l’è andata a pendere alle 19.30 passate.. mannaggia a lui!!).
Comunque, passo dal lab, accendo il computer e cerco di comprare un biglietto delle ferrovie d’Italia via internet e mi rendo conto sempre di più di quanto sono complicate e male organizzate le ferrovie dello stato.
Poi, recupero la macchina la porto dall’elettrauto e scope che ci sono ben quattro lampadine bruciate e un fusibile partito e cosi perdo tempo prezioso mentre il tipo mi racconta che ieri sera hanno rubato una tartaruga fatta di mosaico che era nel bel mezzo di una rotonda al posto della classica aiuola di fiori. Che io poi mica l’ho mai capita questa storia della tartaruga messa li come simbolo della città (anche se guardando il post di ieri magari un senso adesso c’è…mahh)
Comunque, salto in macchina e arrivo fino a Bologna, parcheggio la macchina in un parcheggio sotterraneo e vado fino in stazione per prendere un treno direzione Bolzano. Arrivata in stazione ovviamente passo 10 minuti alla macchinetta elettronica (self service) per recuperare i biglietti che avevo giusto giusto comprato on line con la mia carta di credito e di cui mi ero stampata la ricevuta (e mica basta quella..???).
Comunque treno in ritardo: 40 minuti!!! E te pareva!! A questa ora ero già arrivata a verona!
Comunque finalmente riesco a partire e il treno ovviamente in direzione nord recupera il tempo di ritardo e con soli 20 minuti in più rispetto all’ora prevista scendo a Bolzano.
Il paesaggio in realtà durante il tragitto cambia in maniera meravigliosa.. l’ultimo tratto è un susseguirsi di filari di vite, meli verdi e rossi che si danno il cambio e monti da una parte all’altra del treno…ecco una delle note positive della giornata.. e della scelta del treno, poter leggere, ascoltare musica e guardare fuori dal finestrino come una bimba incantata per tanto spettacolo (io poi persona di mare e pianura padana..).
Comunque Bolzano! Bozen! Passeggio a piedi per raggiungere il luogo del convegno, un ex colonia fascista ristrutturata dal comune per ospitare più di 15 laboratori che si occupano dia ambiente e di ecologia. Ovviamente hanno dovuto mantenere i colori originali ma per il resto ogni ufficio e laboratorio presenta delle enormi vetrate su cui si vedono i monti!
Comunque alle 18.00 finalmente il motivo della mia giornata, del mo viaggio. Finalmente la premiazione! Con tutto uno sproloquio di complimenti e bla bla bla. Ma alla fine ce l’ho! Il mio assegno! In realtà ne ho due!! Perché questi ecologi sono pure burloni e me ne hanno fatto uno grande come la pagina centrale di un quotidiano e uno piccolo! Quello vero! Quello che mi permetterà di svernare in Spagna! E un tipo che mi si avvicina dicendomi!! Bellissima Barcellona! Ci ho vissuto un sacco di anni per lavoro! Ora sono a Bruxelles! Tutta un'altra cosa! Tutta un’altra gente Tutto un altro clima! Ti divertirai un sacco! Ma lo parli catalano?? Vabbhe ricordati: ad uno di Barcellona dì sempre che il catalano è diversissimo dallo spagnolo! Farai un figurone..mahhhh.
Comunque finita la premiazione, mi bevo velocemente un bicchiere di buonissimo Lagrain e mi mangio una fetta di speck mentre corro per prendere il treno che mi riporterà a casa. Bozen – Verona! Faccio il viaggio sperando di riuscire a prendere la coincidenza (5 minuti tra un treno e l’altro) per poter arrivare a Bologna in orario decente e non rischiare di dover dormire nella città di Giulietta e Romeo.
Ed Eccomi qua su un treno in direzione Bologna! Finalmente! Fuori è buio, piove e fa freddo! Ma sto tornando e Bianca dorme già! A casa sua! Nel suo letto! Senza lenzuolo e spero che suo babbo le abbia messo un pigiama più pesante e le abbia fatto i lavaggi al naso per il raffreddore!

P.S. Nel frattempo forse ho trovato l’appartamento. Un monolocale al primo piano di un edificio tipico del Barrio Gotico! A 10 minuti a piedi dal laboratorio! Quello di fronte alla spiaggia della Barceloneta! E a 5 minuti dal parco delle Ciutadella (che il mio amico di oggi ha decantato come il più bel parco di tutta Barcellona!). L’affitto sembra accettabile e la tipa mi ha anche parlato di un super asilo gestito da spagnole e tedesche e di una babysitter che è un sole! Cosi dice!

martedì 8 settembre 2009

destinazione: Barcellona

Pubblicato da casalinga patrizia alle 21:17 0 commenti
La prima volta che l'ho vista eravamo partiti con un autobus di reggiani amici dell'Ing. Giò per festeggiare l'arrivo del XXI secolo. Mi sono innamorata di lei da subito anzi già prima di vederla, solo dai racconti, dalle opere dei suoi artisti che hanno lasciato in lei segni ovunque, tra le strade, dentro i parchi e nei musei..in quel periodo poi ero persa soprattutto per Mirò per la sua arte, per il surrealismo dei suoi quadri, per le forme in completa libertà, né astratte, né figurative. E cosi l'ho vissuta, girando per le strade alla ricerca di un suo segno, di una sua scultura..tutto li parla di lui..passando da un quartiere all'altro alla ricerca di quel parco, piuttosto che di quel museo, per vedere i suoi rossi, i suoi gialli e i suoi blu. Di quel primo incontro ricordo anche il calore non solo della gente, ma anche dell'aria, che in un 31 dicembre indimenticabile ci ha accompagnato con la sua brezza leggera..quasi primaverile...e poi la spiaggia, grande immensa...e le taperie con i loro colori e i loro profumi..



Poi l'ho rivista, da sola, con un gruppo di scoppiati del Livello 57 per un progetto europeo di riduzione del danno, quando lavoravo qui. Quella settimana fu per me assurda, fuori da tutti i miei schemi e dai miei paletti mentali. Settimana in cui lei l'ho vissuta come un contorno, come un immagine di sottofondo tra rave nascosti in mezzo ai boschi, passeggiate al Parc Guell con degli psiconauti, giri in bicicletta nei pochi momenti di lucidità del gruppo a cui mi accompagnavo, nottate interminabili seduti ai bordi di plaza real, chiaccherate con operatori spagnoli che avevano dedicato la loro vita alla riduzione del danno e a cercare di non-discriminare i consumatori di sostanze, e rendere la loro vita se non migliore almeno vivibile nel più sano modo possibile. Strano connubio lo so, ma in realtà eravamo li per creare una rete di contatti tra giovani europei per sviluppare progetti di riduzione del danno peer to peer. da giovani che usano sostanze in modo consapevole a giovani che usano sostanze.



e poi l'ultima volta, per ora. Ma questa volta eravamo in 3, noi e la Abbey in macchina passando attraverso la Provenza e la Linguadoca-Rossiglione, e fermandosi lungo la costa tra lei e Girona, ad ammirare le alte scogliere di Cadaques, e la casa museo di Dali nel piccolo paesino di pescatori di Portlligat. E anche questo è stato un viaggio nei viaggi con lei che l'abbiamo lasciata per ultima, alla fine del viaggio, solo per farle piccolo saluto prima di rimettersi in marcia e ritornare verso casa.



e adesso, la prossima volta che la vedrò sarà con un ennesimo sguardo, ancora diverso, da cittadina, da "lavoratrice" ma soprattutto da mamma, perché la prossima volta che la vedrò Bianca sarà con me in questa mia nuova avventura. A novembre. Per 4 mesi. Io e lei. Patrick e Abbey part time.
Destinazione: Barcelona.

lunedì 24 agosto 2009

con calma

Pubblicato da casalinga patrizia alle 11:00 3 commenti
per me che sono un ansiosa, che devo sempre sapere cosa fare, come farlo, quando farlo e perché farlo..non sapere ancora nulla del mio futuro prossimo spagnolo mi sta distruggendo...
così per cercare di rientrare nel clima lavorativo, pensare alla miglior strategia da attuare per dare una svolta a questa situazione stazionaria, ho deciso di rimettere piede in questo luogo triste e austero che è diventato da un paio d'anni a questa parte il mio luogo di lavoro...e dire che quello che faccio mi piace.. che se non fosse per questo lavoro non avrei conosciuto persone eccezionali, visto città che non avrei mai visitato, fatte immersioni alla ricerca di coralli e non starei qui a dannarmi per il mio futuro (e parlo del futuro prossimo, perché per quello a lunga scadenza è meglio lasciar stare).
Per ora so che a settembre dovrò lasciare di nuovo Bianca per volare dalle vette alpine fino alle profondità marine (leggi Bolzano e Napoli).
ma con calma..riprenderò con calma..un paio d'ore oggi i sono bastate per mettere ordine nella testa e fare il punto della situazione.
Penso che domani tornerò alle vecchia quotidianità estiva, passeggiata con Abbey, bagno al mare, a casa per pranzo, pennichella pomeridiana, di nuovo mare, cena e passeggiata serale...
ci si rivede mercoledì...
con calma...

P.S. Per la cronaca: rinunceremo all'asilo anche quest'anno e purtroppo solo per una questione economica! I nonnoni si godranno bianca un altro freddo inverno!! Mannaggia!!

mercoledì 10 giugno 2009

In cerca di Don Chichotte e Sancho Panza

Pubblicato da casalinga patrizia alle 10:55 1 commenti
Siccome che la ziaida deve partire prossima settimane per un corso a Valencia e
siccome che stavo cercando qualche informazione al riguardo e
siccome che questo blog vuole diventare un po la mia memoria storica e
siccome che alla fine questa storia della scrittura era insita dentro di me da molto prima che esistessero i blog (o forse no..) e
siccome che scrivevo questi racconti per un sito di viaggi
ho ritrovato tra le mie cose questo racconto di viaggio attraverso la Spagna centrale fatto tante tante primavere fa...
Eccolo qui..è un po lungo quindi vedete se avete voglia di leggerlo..

"Viaggio nella Spagna centrale
19-26 aprile 2003
Beh dopo aver raccontato dei nostri viaggi in Portogallo e in Irlanda avevo pensato di abbandonare per un po’ la messa su carta dei miei pensieri e sensazioni che questi viaggi ci lasciano nel cuore..mah il destino ha voluto diversamente e siccome mi ritrovo qua a letto con una caviglia dolorante ho pensato che ricordare quei giorni di vacanza potrebbe essere un ottimo modo per far passare le giornate che qua, in queste quattro mura sembrano interminabili…
Come sottofondo una musica fatta di viaggi, immagini e colori per descrivere i prati immensi, le collinette desolate e gli spazi interminabili della Spagna centrale…quella Spagna un po’ nascosta, un po’ bistrattata, un po’ meno turistica ma che ha lasciato in me e spero anche in Patrick un idea di libertà, di vita, di serenità come solo ora mi aveva dato il mare, l’oceano…
Il nostro viaggio comincia da Madrid…capitale della Spagna e famosa per la sua vita notturna, per i tanti bar e locali, per la cordialità della sua gente ma anche per il suo traffico da grande città europea…io innamorata da sempre di Barcellona ero abbastanza prevenuta…ma mi sono ricreduta immediatamente…anche se a Madrid sembra non splendere mai il sole…
Arriviamo a Madrid alle 18 dopo i nostri soliti viaggi aerei comodi e poco costosi…un bel Bologna – Francoforte, Francoforte – Madrid…fortunatamente anche questa volta in orario…
Insomma, il cielo grigio ci da il benvenuto in Spagna e subito all’aeroporto immenso di Madrid ci imbattiamo in un gentilissimo signore che ci offre il suo biglietto della metro con 4 corse ancora inutilizzate…la metro.. già perché dall’aeroporto si arriva direttamente in centro con la metro.. il viaggio dura circa mezz'ora.. ma se uno ha poco tempo come noi è l’ideale.. l’alternativa è prendere l’autobus che ti fa fare un giro panoramico della città ma che ti costringe a prendere la metro ad un certo punto del tragitto…
L’Hostales (si chiamano cosi gli alberghi economici in Spagna) prenotato su internet si trova proprio dietro alla Metro Sevilla (a proposito in spagnolo Metro è maschile…)…. La stanza però è veramente angusta.. con un odore di stantio e con la finestra che da direttamente su un tetto spiovente.. ma non importa.. siamo in vacanza e non abbiamo certo tempo da passare nella stanza.. in fondo è necessaria solo per una doccia calda e per un buon sonno..(Hotel Teran, 55 euro a camera).
La Spagna mi ha sempre affascinato, per il buon mangiare, il buon bere, la gente e soprattutto la lingua…lo spagnolo ha un suono cosi dolce, caldo, sensuale.. altro che le lingue anglosassoni.. e infatti mi lancio subito in discussioni con tutti… di solito all’estero è Patrick che è più loquace e che gli piace mettersi in gioco con la conoscenza delle lingue ma qua ero io che parlavo con tutti e che li capivo… ho anche deciso che nei prossimi mesi freddi invernali mi iscriverò ad un corso di spagnolo.. olè!
Prima meta.. Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia…è sabato e il museo è gratuito e aperto fino alle 21…esternamente non è un gran che.. un ammasso di cemento che da su una piazza altrettanto cementata.. ma dentro è da togliere il fiato.. si trovano opere di arte moderna, Dalì, Picasso e il suo meraviglioso Guernica, e soprattutto opere del mio artista preferito.. Mirò…la visita ci porta via un paio d’ore.. e dopo aver comperato il catalogo del museo decidiamo che è ora di cominciare a tapear..cioè andar per tapas..
La prima sosta è al Museo del Jambon…in realtà in Spagna sono una catena, se ne trovano un po’ ovunque in tutte le città della Spagna del Sud…il locale è diviso in due parti.. un negozio dove si possono trovare un sacco di prosciutti, formaggi e salami di ogni genere e un bancone dove si può bere birra mangiare un panino.. il tutto in una cornice di prosciutti che tappezzano il soffitto e le pareti.. ovviamente noi cominciamo con 2 birre e un panino al Jambon iberico.. la qualità di prosciutto più buona in Spagna e anche la più costosa..
Il panino ci ha aperto lo stomaco cosi andiamo in cerca di un altro locale nella zona dietro al Museo.. gironzoliamo entrando e uscendo dai bar fino a decidere di fermarci in un locale carino.. caratterizzato da Azulejos dove ordiniamo patatas bravas e crocchette di prosciutto.. i piatti sono giganti e dopo due crocchette a Patrick gli era venuto un po’ di disgusto.. beh come primo giorno a Madrid siamo abbastanza soddisfatti.. domani ci aspetta un altro giro per Musei…
Nell’hostales non è compresa la colazione cosi decidiamo di fare colazione a Churros e cioccolata ma da turisti forse non per caso come siamo.. veniamo attratti da un luogo prettamente americano e certamente global…lo Starbucks… beh per oggi vada la colazione americana… muffin, scoone, cappuccino nel bicchiere da coca cola e cioccolata ci vengono a costare ben 8,50 euro.. però siamo a posto fino a pranzo.. forse…
Dimenticavo prima di andar per musei tappa d’obbligo è il mercato del Rastro..un mercato domenicale che si estende per parecchie calli nella zona di Embajadores.. io vado matta per i mercatini e questo rispetta tutti i canoni di un vero mercato delle pulci, abiti, dischi, ma anche coltelli e cianfrusaglie di ogni tipo… non posso andarmene a mani nude e infatti rimango affascinata da una bellissima gonnellina.. comincio così una sorta di spogliarello all’aria aperta per provarmela.. con Patrick che riprende ininterrottamente e la gente che ci guarda e ride..
Notiamo in un angolo un barattino sporco ma zeppo di gente.. cosi decidiamo di farci una cana come aperitivo prima del Museo…
Raggiungiamo il Paseo del Prado e rimaniamo subito colpiti dalla fila immensa per entrare al Museo del Prado..il museo più famoso di Madrid e di tutta la Spagna che contiene più di 7000 opere e in particolare la famosa Maja desnduda e Maja vestita del Goya… (il sabato pomeriggio e la domenica il museo è gratuito).. la fila scorre abbastanza velocemente e dopo una mezz’oretta ci ritroviamo all’interno delle sale immense del museo.. a guardare quadri, quadri e ancora quadri.. l’arte del seicento e del settecento devo essere sincera non mi entusiasma e le opere sono talmente tante che ad un certo punto non ci si capisce più nulla.. Patrick sostiene che forse non siamo dei grandi estimatori dell’arte classica e soprattutto io dell’arte prettamente religiosa… e poi tutti quei santi e quei ritratti mettono anche un po’ di angoscia..
Subito fuori dal Museo c’è il Real Jardin Botanico..piccolo ma ben tenuto..ovviamente qui ci sbizzarriamo nel fare foto.. intanto si fa quasi ora di pranzo e nel primo pomeriggio è in programma la visita ad una altro museo: il Thyssen-Bornemisza.
Per pranzo ci fermiamo in un localino dietro al Paseo del Prado..il locale è molto carino..ad esempio non ci sono semplici sedie ma si mangia seduti su barili di vino o addirittura su una sedia da dentista o da barbiere di altri tempi.. alle pareti sono appese biciclette, maglie di giocatori di calcio, gioghi per i tori… mangiamo delle bruschette con gamberetti e peperoni e ovviamente dos canes.
Il museo che è in realtà una collezione privata di questa famiglia dal cognome impronunciabile contiene una serie di opere che vanno dal XIII e XIV secolo all’avanguardia fino alla pop art.
Il cielo che ci accompagna è grigio e nuvoloso ma noi decidiamo ugualmente di girovagare senza meta per la città.. chilometri e chilometri a piedi.. in cerca di un qualche angolo suggestivo.. visitiamo la stazione di Atocha che per alcuni può essere estremamente kitch ma che in realtà, secondo me, da vita a un idea estremamente originale.. è una normale stazione dei treni che però è stata trasformata in una serra.. cosi se dall’esterno può anche non piacere all’interno.. nel caldo e umido più totale si trovano una serie di piante gigantesche di origine tropicale..
Passeggiando raggiungiamo poi il centro vero e proprio della città che termina in Plaza Major costruita nel tipico stile herreriano e circondata da tanti bar con migliaia di tavolini che si affacciano sulla statua equestre di Filippo III.. è uscito anche un barlume di sole e la piazza piena di gente e di giovani seduti per terra con le loro sportine (Bottillones) è estremamente affascinante…
Continuiamo a passeggiare e ci addentriamo nel dedalo di viuzze della Moreria (l’antico quartiere arabo) fino alle terrazze di Las Vistillas.. ci facciamo due bicchieri di vino tinto in un barettino piccolo ma carino e ci godiamo l’ultimo sole della giornata..
Dopo una doccia veloce e un po’ di riposo.. verso le 22 usciamo per la cena.. direzione quartieri di Malasana e Chueca.. è domenica ma di persone in giro ce ne sono parecchie… la cena è a base di kebab e falafel.. i miei piatti preferiti.. e la serata passa tra un locale e l’altro.. buonanotte..
Oggi è l’ultimo giorno a Madrid.. da domani si parte.. verso i mulini a vento…
La mattina la passiamo visitando il Palacio Real.. merita assolutamente la visita.. le stanze sono ben tenute ed estremamente sontuose.. ma una sala in particolare mi ha attratto ed è la farmacia reale dove si possono trovare una sfilza di vasi di medicine e di alambicchi usati per miscelare i rimedi destinati ai pazienti della famiglia reale.. a Patrick invece da vero ometto che si rispetti è piaciuta molto la sala dell’Armeria in cui si trovano una collezione di armi e armature scintillanti risalenti al XVI e XVII secolo.
Una volta usciti dal palazzo ci dirigiamo verso Plaza de Espana…e finalmente li vediamo…nel bel mezzo della piazza (che non è un gran che) ci sono le statue di Don Chisciotte e di Sancho Panza il suo fidato scudiero… non possiamo non fare una foto..
Percorriamo tutta la Gran Via fermandoci ovviamente in ogni barettino per bere birra e mangiare tapas…c’è il sole finalmente cosi non ci resta che visitare il Parque del Buen Ritiro.. il parco pubblico più grande di tutta Madrid.. prima però tappa d’obbligo Plaza de Toros.. cammina cammina.. io volevo arrivarci a piedi ma ad un certo punto ci siamo accorti che non avremo potuto farcela quindi ci siamo arresi e abbiamo preso la metro… l’uscita della metro da direttamente sulla piazza e l’arena dove ci sono le corride ci appare in tutta la sua grandezza…non ne avevo mai vista una ed è stato emozionante anche se l’idea che un sacco di gente è disposta a spendere un sacco di soldi per veder torturare un toro mi fa raccapricciare… giro panoramico, solita sosta in un bar vicino per un bocaddilos con frittata e birra.. e per riposarsi raggiungiamo il parco..
E veramente grandissimo, con un gran laghetto nel centro dove si affittano perfino delle barchette a remi.. sono le 16 e da veri spagnoli valutiamo che questa è l’ora migliore per la siesta.. stesi per terra e a piedi nudi sull’erba ci godiamo la nostra vacanza che piano piano sta entrando nel vivo..
La sera la passiamo in giro per le viuzze del centro passeggiando e chiacchierando e pensando al nostro itinerario in macchina che si prevede lungo ma meraviglioso.. il tempo per chiamare il Turco il nostro amico che incontreremo a Valencia (già lui vive li con la sua ragazza spagnola) e poi tutti a nanna..
Lasciamo l’albergo ma prima di raggiungere l’aeroporto per ritirare la macchina prenotata via internet all’ AVIS non possiamo certo andar via senza mangiare i churros.. Patrick li aveva già mangiati quando era stato a Siviglia ma io no.. ed era un obbligo… devo essere onesta non sono un gran che, non sanno di molto se non di fritto.. e fare colazione con la cioccolata in tazza è un po’ pesante.. Per la macchina non ci sono problemi, decidiamo anche di non fare l’assicurazione per il furto.. troppo costosa e pronti a partire.. Uscire dall’aeroporto e da Madrid è facilissimo, ci ritroviamo immediatamente in una sorta di tangenziale enorme.. già ci facciamo un idea di come sarà comodo viaggiare sulle strade spagnole..
Prima tappa SEGOVIA a nord di Madrid..(un mio amico ci aveva consigliato di visitare questa città piuttosto che l’Escoriale che è la residenza estiva dei reali..). Segovia è una delle più antiche città spagnole e il suo magnifico acquedotto romano ne è la testimonianza più convincente mentre l’Alcazar, arroccato su uno scosceso promontorio, evoca il passato moresco del Paese. Il paesino a Patrick non è piaciuto molto.. e la visita non è durata che un paio d’ore dove però lui ha avuto l’occasione di mangiare per la prima volta le orecchie di maiale fritte (BLEACH…)
Dopo Segovia ritorniamo verso Sud per raggiungere Toledo.. il viaggio è abbastanza lungo anche se le strade non sono per niente trafficate e pur non essendo autostrade a pagamento sono ben tenute e molto grandi.. Arriviamo a Toledo che sono oramai le 18 e dobbiamo ancora trovare da dormire.. la guida dice che i posti più economici sono dentro le mura della città vecchia.. cosi dopo aver parcheggiato iniziamo la salita verso il centro.. Per darvi un idea Toledo assomiglia più a Siena che non a San Marino come mi avevano detto.. è comunque tutto un sali e scendi ma è un posto veramente affascinante.. e poi dall’alto si vede il Tejo che attraversa la città e guardandolo scorrere tranquillo ci è tornato alla mente il nostro bellissimo viaggio in Portogallo.. Troviamo in effetti un hostal a 19 euro a camera ma l’idea di tornare a prendere le valige in macchina e rifare tutta la salita ci fa cambiare idea.. cercheremo un alloggio nella città nuova.. la ricerca si presenta più complessa e alla fine troviamo un albergo il Don Pedro (42 euro a camera).. lo so molto più costoso ma molto comodo, pulito e carino.. l’altro era una bettola al confronto e non aveva nemmeno il bagno in camera… ci godiamo la stanza e dopo una doccia decidiamo di ritornare in città per passare la serata.. il fascino della Toledo di notte è indescrivibile.. poca gente per le strade, le luci delle case e dei lampioni che ridanno alla città un area medievale.. molto suggestiva.. si sente perfino il rumore del Tejo…
Come al solito lo scopo è girare più locali possibile e assaggiare più tapas.. però vista la città cosi raffinata decidiamo di pasteggiare non a birra.. ma stasera solo vino.. il primo locale dove ci fermiamo è molto carino, tutto in legno e con tanta gente del posto.. ad un certo punto ci arriva perfino un sms di un nostro amico per chiederci se andavamo da lui a vedere la partita: Juventus - Barcellona… ma oramai ogni luogo è paese e noi stavamo già guardando la partita ma a migliaia di chilometri di distanza..
Il secondo locale invece ci ha sbalordito per il cibo…prendiamo questa specie di stufato di carne e del vino tinto veramente eccezionale.. io ero rimasta senza parole cosi quando ho chiesto al cameriere cos’era questa prelibatezza mi ha risposto con un certo sogghigno.. é Bambi!!! Beh.. meglio tralasciare ogni commento.. da vera golosa quale sono però non potevo finire la serata senza dolce.. ma purtroppo in Spagna di sera nessuno mangia dolci e nessun bar tiene cose dolci..mah!!!
Finalmente il giorno tanto atteso è arrivato.. il giorno che avevo preparato con più attenzione e cura.. attraversare la Mancha e fare tutto l’itinerario di Cervantes (Route del Quijote)…mulini a vento compresi…
Salutiamo Toledo un ultima volta facendo un giro per i tanti negozi di souvenir specializzati in coltelli e spade.. e saliamo in macchina..
Appena usciti dalla città ci ritroviamo attorniati da immense distese di campi, colorati di giallo, verde, marrone, rosso, sono interminabili, la loro grandezza è difficile da esprimere.. questi campi separati tra loro solo da una lunghissima strada di cui si vedeva l’inizio ma non si può immaginare dove porti e quando e se finirà.. è stata una sensazione indescrivibile.. ogni tanto si vedeva un castello in rovina.. sembrava di essere dentro ad un quadro e la macchina si perdeva in tutta questa grandezza.. prima fermata CONSEGRUA. Ed eccoli finalmente i mulini, ognuno con il suo nome, tra cui ovviamente il mulino più importante chiamato Sancho. Sono tutti in fila l’uno dietro l’altro, e a fare loro da sfondo c’è la rocca semidistrutta di un castello dei Templari.. sono questi i mulini contro cui lottava Don Chisciotte??? Chissà.. alla fine della giornata dopo averne visti tanti, tutti diversi, tutti con una loro storia, abbiamo deciso che si dovevano essere questi.. i più spaventosi, i più minacciosi.. e allo stesso tempo i più affascinanti..
Putroppo ad un certo punto sbagliamo strada e ci perdiamo Puerto Lapice dove dovrebbe esserci la locanda che ispirò a Cervantes l’episodio dell’investitura del cavaliere.. ci fermiamo quindi a CAMPO DE CRIPTANA..qui i mulini sono sparsi dietro le ultime case bianche e blu della città e sono circondati da bar e pub.. la foto di rito lottando con i mulini e davanti alla statua in ferro battuto del cavaliere.. in ogni mulino c’è qualcuno, o l’ufficio informazioni, o un baretto.. ma soprattutto in uno troviamo un vecchiettino che ci fa salire e ci spiega per una buona mezz’ora come funziona un mulino a cosa serve quel bastone che si vede all’esterno.. che non serve come pensavo io a far tener ferme le pale.. ma bensi a facilitare l’uomo a girare le pale nella direzione del vento… è stato bellissimo.. questo omettino che raccontava in spagnolo e con gli occhi lucidi come funzionava la sua creatura.. anche io mi sono emozionata anche se in realtà sia io che Patrick.. non capivamo molto quello che diceva..
Il paesino era affascinante e girando tra mulini a vento e vicoletti ci imbattiamo in una signora tutta carina che ci fa entrare nel suo negozietto per farci assaggiare del vero queso manchego e poi inizia a parlare ininterrottamente fino a quando non riusciamo a dirle che non siamo spagnoli cosi lei con il suo solito sorriso “Ah non siete voi quelli che aspettavo”… beh dopo ci ha fatto lo stesso visitare una casetta tipica di un pastore della mancha… tutta in roccia.. meritava certamente la visita..
È ora di pranzo cosi decidiamo di fermarci a mangiare un panino nel campo all’inizio della città dove i paesani sono soliti ritrovarsi la sera per chiacchierare e raccontarsi della giornata passata.
Dopo la sosta proseguiamo il viaggio verso il prossimo paesino: EL TOBOSO. La strada per arrivarci è spettacolare.. ma qui in realtà è tutto affascinante.. una strada interminabile senza una macchina e di quelle che si vedono solo nei film americani.. ad un certo punto ci imbattiamo anche in un allevamento di struzzi.. mah..
Entrati a El Toboso rimaniamo senza parole, tutta la città sembra morta, stile paesino del far west dopo che il cattivo di turno ha fatto strage di innocenti.. non una persona, non un cane, sarà perché è l’ora della siesta ma è una cosa sconvolgente.. qui troviamo le solite statue in ferro battuto che rappresentano Don Chisciotte e la sua amata Dulcinea.. già perché questo è il paese di Dulcinea.. Essendo tutto chiuso non riusciamo a visitare la casa ricostruita della donna amata e soprattutto con estremo dispiacere non riusciamo a visitare il Museo di Cervantes dove sono raccolte tutte le sue opere e in particolare il Don Chisciotte in tutte le lingue e in tutte le edizioni pubblicate..
Il viaggio è ancora lungo cosi decidiamo di ripartire e di avvicinarci sempre di più a Valencia. Ultima tappa è MOTA DEL CUERVO dove i mulini si trovano lontano dalla città su un altura in cui si trovano anche colonne spezzate di un tempio romano.. forse perché ne avevamo visti troppi e alla fine come dice Patrick un mulino vale l’altro questi non ci hanno entusiasmato molto anche se forse erano quelli tenuti peggio e meno curati…
Riprendiamo il cammino e dopo un paio d’ore avvistiamo VALENCIA.. sembra circondata dalla nebbia, una cappa forse di smog, l’avvolge.. al primo sguardo ci pare una città rumorosa e parecchio incasinata.. giriamo infatti per una buona mezz’ora per cercare l’Hospitales Pilar che il Turco ci aveva prenotato la sera prima… presi dall’esasperazione decidiamo di lasciare la macchina in un parcheggio sotterraneo e decidiamo di goderci i giorni a Valencia girando con il pullman o a piedi.. l’ostello pulito e con bagno in camera si trova proprio nel centro della città vecchia davanti al mercato coperto e vicino a la Lonja, un edificio gotico del XV secolo con un magnifico atrio colonnato che un tempo ospitava la borsa merci di Valencia. Doccia, birra e alle 20 ci incontriamo con il Turco che era appena uscito dal lavoro.. dopo i saluti e i racconti della sua nuova vita valenciana ci accompagna in giro per la città vecchia spiegandoci a suo modo tutto quello che vediamo. Ci fermiamo in un localino dove la specialità sono le cozze alla marinara infatti sul pavimento sono presenti delle ceste di plastica che servono come bidone per buttare la conchiglia. In realtà le cozze secondo me e Patrick non sono eccezionali ma il posto è veramente caratteristico.. Purtroppo la ragazza del Turco ha la febbre cosi lui deve scappare ma ci consiglia un posto dove fanno ottime tapas.. qui abbiamo preso la più grande scaia da sangria.. ma si facciamocene un litro… alla fine non sapevamo più come finirla anche perché come contorno avevamo preso solo delle patate alla bravas e del polpo alla galega.. piccantissimo.. io non ce la facevo più cosi siamo tornati all’ostello e ci siamo messi a urlare e cantare dal balcone della nostra stanza e poi siamo collassati in un sonno rigeneratore..
Buongiorno, colazione in un bar con delle paste giganti e cioccolose e poi via verso la Ciudad de las Artes y de las Ciencias.. un complesso futurista dove si trova anche il nuovo acquario spagnolo dopo quello di Barcellona.. e come non visitarlo.. purtroppo avendo appena aperto è zeppo di gente e di scolaresche.. è una gran confusione e inoltre molte vasche non sono ancora completamente finite.. come idea però è carina c’è anche un delfinario con spettacolo annesso.. alcune vasche sono cosi visitate che non ci si sta dal rumore e poi un sacco di gente è cosi maleducata che urla, tocca i vetri delle vasche con le mani e fa fotografie con i flash ai pesci.. ad un certo punti non resisto più e faccio un urlo dicendo a tutti quanto sono maleducati e poco rispettosi dell’ambiente e dei pesci che vivono all’interno delle vasche..
Valencia ha due caratteristiche particolari è attraversata dal fiume oramai secco Turia il cui letto è stato trasformato in un vasto parco e dal mare.. perché Valencia è sul mare ma per arrivarci dal centro della città ci vuole una buona mezz’ora di autobus..
La spiaggia in realtà è grande.. sembra la spiaggia libera di Marina ma non è cosi affascinante come immaginavo e poi il lungomare è costellato di case distrutte o in via di costruzione che danno un senso di abbandono.. magari durante l’estate assume un aspetto completamente diverso ma fuori stagione non è certo un gran che..
Anche Valencia città è un po’ cosi.. si passa da case completamente ristrutturate che sono attorniate da catapecchie o da case che presentano solo la facciata ma che sono completamente distrutte.. gironzoliamo comunque in lungo e in largo fino a quando Patrick viene in mente che dobbiamo andare a vedere il Sacro Graal.. custodito nella Cattedrale.. a noi non sembra proprio l’originale o meglio noi siamo convinti come Indiana Jones che non possa essere fatto d’oro perché in fondo Gesù era un falegname.. giusto??
Non si può essere a Valencia e non assaggiare la Paella valenciana e non si può come in tutti i nostri viaggi prendersi un pacco culinario…vi avvisiamo: la paella la mangiano tutti a pranzo e quella che vi danno la sera o e lo scarto del pranzo o ve la fanno con poco entusiasmo.. cosi è stato.. ci siamo fermati in un localino che sembrava carino, con tutti i tavolini sulla strada.. beh la paella sembrava surgelata e le porzioni erano veramente piccole.. insomma un vero pacco…
La nostra sosta a Valencia sta per finire è ora di riprendere il viaggio di ritorno.. la strada è molto lunga.. un’ultimo sguardo al Mercato coperto, alla Torres del Serranos, alla Torres de Quart, alla Plaza de la Virgen e soprattutto alla Lonja… spettacolare..
Dimenticavo prima di tornare a Madrid decidiamo di raggiungere Alicante per fare effettivamente un po’ di mare…beh ad Alicante non ci arriveremo mai.. abbiano avuto un piccolo contrattempo.. da buoni italiani quali siamo non rispettiamo i limiti di velocità cosi ci becchiamo un autovelox da 94 euro (???).. il bello è che eravamo senza soldi perché non riuscivamo a prelevare.. così la polizia ci ha fatto fermare un ora sotto il sole.. nella nostra ingenuità pensavamo che questa fosse la nostra punizione cosi siamo stati un’ora chiusi in macchina con le cinture allacciate dalle 11 alle 12 con una temperatura che ha raggiunto anche i 27 gradi.. beh dopo quest’ora di sosta ci sono venuti a prendere con la volante e ci hanno portato come dei veri delinquenti davanti ad una banca e hanno aspettato finché non siamo riusciti a prelevare e pagare fino all’ultimo centesimo la multa..
Cosi senza più soldi e in ritardo di più di due ore sulla tabella di marcia ci siamo fermati a Xabia.. una piccola cittadina con una bella spiaggia El Arenal circondata da bar e ristoranti… finalmente sole e mare.. e poi non smettiamo più di ridere pensando a quello che ci è successo poco prima.. che avventura.. e quanti soldi buttati..
Io non sono ancora contenta e siccome la paella di ieri faceva schifo non sono disposta ad andarmene dalla Spagna senza averne assaggiata un'altra.. e cosi ci fermiamo in un ristorantino sulla spiaggia e ordiniamo gazpacho, paella e vino blanco…finalmente un ottimo pranzo… e pieni e un po’ brilli ci mettiamo di nuovo in cammino perché la strada verso Madrid è ancora lunga e poi se dobbiamo rispettare anche i limiti di velocità!!
L’idea iniziale era quella di fermarsi a dormire a Cuenca e l’indomani alzarsi presto per prendere l’aereo a Madrid.. però la strada è veramente lunga e non si sa mai che ci capiti un altro imprevisto cosi decidiamo di raggiungere Madrid e cercare da dormire.. il problema è che arriviamo in città verso le 21 e la ricerca di un albergo si fa estremamente ardua.. siamo distrutti, insabbiati e sudati.. che fare??? Ad un certo punto un lampo di genio… passiamo una vera notte madrilena, in giro per locali fino a mattina e poi verso le 5 – 6 della mattina ci dirigeremo verso l’aeroporto.. cosi risparmiamo anche un po’ dei soldi della multa.. e cosi sia.. lasciamo la macchina in un parcheggio davanti allo stadio Bernabeu e andiamo verso il centro di Madrid a farci una notte di follie.. chi abita in un piccolo paesino come il mio non può immaginare la gente che c’era per le strade…c’era la fila come se fosse la vigilia di natale e tutti in giro per gli ultimi acquisti.. ma era già l’una di notte.. rumore, locali aperti, casino, musica.. e in giro per le vie si stava benissimo.. ogni tanto gruppi di ragazzi con i bottillones oppure signori tutti eleganti che sembravano usciti dal teatro.. tutti in giro.. cosi.. ad aspettare il mattino..beh nonostante la stanchezza e i 7 chilometri a piedi che abbiamo fatto alle 5 per ritornare alla macchina è stata una bellissima serata.. ma ora è tutto finito..la vacanza è giunta al termine e io penso che non dimenticherò mai i mulini a vento, le grandi distese di tutti i colori della Mancha, la gente spagnola, e il calore che ti trasmette…
Hasta la vista.. e al prossimo viaggio…"

nel caso vi abbia fatto impazzire (HIHIIHI) qui ne trovate un altro sul portogallo:
http://www.turistipercaso.it/viaggi/itinerari/testo.asp?ID=959

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