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venerdì 25 giugno 2010

gliel'avrei detto cosi

Pubblicato da casalinga patrizia alle 11:45 5 commenti
allora quel giorno ero decisa..carico Bianca sulla mia fascia messicana e le dico andiamo!!. Usciamo di casa passando davanti al negozio di ferramenta che ogni giorno mette fuori la jeep per far divertire i bambini, riusciamo a superarla indenni e proseguiamo verso carrer ferran..questa strada in discesa che da plaza jaume arriva fino alla rambla è sempre un turbinio di persone, rumore e vita..
e li entriamo in un negozio di arte pronte a comprare il necessario...un papel bianco molto molto grande e dei colori per le mani e i piedi..prendiamo anche un pennello piccolo però che non si sa mai...
aspetto il mio turno guardandomi in giro tra colori, tavolozze e penne di ogni tipo e misura ascoltando i discorsi di tre signori (italiani ovviamnte) che devono comprare dei colori a tempera..non dei colori qualsiasi...passano una mezz'ora buona a discutere se è meglio il lilla, il viola, il lilla chiaro o il viola più forte...
poi tocca a me ed è una fatica immensa spiegarmi e far capire cosa esattamente volevo..ma c'ero riuscita e cosi carica di fogli, colori e Bianca sempre in braccio tiro fuori la mia carta di credito...ma ahimè!! qua nella patria dove tutto puoi comprare con la carta di credito rimani interdetta ! il super negozio di arte e pittura non ha la macchinetta del bancomat..solo contanti.. e io..ma vede..per favore..si è una necessità..come faccio..c'ho solo questi e tiro fuori dalla borsa degli euro stropicciati che quasi non bastano nemmeno a comperare il pennello...
e il tipo che mi guarda come fossi una barbona e dice vabbhe ma per far divertire la bimba bastano anche meno colori e non un rotolo gigante di papel..oppure può sempre tornare domani mi dice con lo sguardo di chi non vede l'ora di liberarsi dell'impiastro...
insomma niente acquisti! niente papel! niente colori!
il giorno dopo sarebbe arrivato Patrick e niente era ancora pronto..niente era come me l'ero immaginato...
così il giorno dopo..lui arriva per passare con noi l'ultima settimana della nostra vita spagnola...dei nostri quasi 6 mesi passati nella grande Barca...
e allora siamo li che passeggiamo.. e ci raccontiamo..lungo quella stradina dietro casa..anche quella in discesa ma che al contrario di carre ferran è sempre vuota e l'unico colore alla strada è dato dagli studi degli artisti da cui si intravedono quadri e poster dai colori psicadelici..e li con Bianca davnati a noi che urla "discesa discesa" cercanod di non rotolare giù nella corsa...gli dico.."beh insomma con lei insomma abbiamo fatto un buon lavoro..vediamo come sarà quest'altro..."
insomma quel papel grande e vuoto che sarebbbe dovuto essere appeso sull'unica finestra di casa en cignas si sarebbe dovuto riempire delle impronte delle mani e dei piedi di Bianca e di queste parole:
"SPERIAMO CHE SIA MASCHIO!!! MA VA BENE ANCHE FEMMINA!!"

P.S. oggi inizia la 14esima settimana!!

lunedì 24 maggio 2010

Rosa di fuoco

Pubblicato da casalinga patrizia alle 21:42 0 commenti
Io lui non lo conoscevo perché la mattina alle 7.35 quando su Capital fa la sua rubrica "l'almanacco del giorno" io sono ancora in casa che cerco di convincere Bianca a fare almeno una minima colazione, tra un cereale, un biscotto e un sorso di latte..
Io lui non lo conoscevo perché l'Espresso in cui lui scrive di solito sta sempre da quella parte del letto che io non raggiungo, settimana dopo settimana uno impilato sopra l'altro..
Io lui non lo conoscevo perché ormai leggo i titoli di Repubblica solo sul sito e gli articoli che lui scrive non li ho mai letti...

E invece a Patrick, lui piace, lo conosce e lo ascolta e lo legge..e cosi ha saputo di questa sua prima e forse ultima (come dice lui) opera letteraria..
un libro che parla di pallone, di storie intriganti e di una città: Barcellona.



Io non amo il calcio, ma vivendo a Barcellona non ci si può non innamorare della passione che hanno i catalani per il barca, dell'atmosfera che si crea ogni volta che c'è un partita in Tv o al Camp Nou e dell'emozione che è trapelata da Patrick quando è tornato a casa dopo aver visto Barca-Inter in un bar della zona universitaria assieme a catalani doc..
Però amo le storie intriganti, quelle che mischiano passato con presente, e parlano anche d'amore e di morte..
e soprattutto amo quella città, che chi mi è venuto a trovare nella mia permanenza non ha apprezzato in pieno, che non è riuscito a farsi stregare dalla sua gente e dai suoi vicoli come invece è successo a me...
e questo libro parla di tutto questo e soprattuto del Barrio gotico, dove ho vissuto, "in uno di quei vicoletti" dove "i panni stesi al sole, come vele gonfie di una miseria che non salpa mai" sono stati anche i miei..per pochi indimenticabili mesi...

E cosi Patrick me lo ha regalato, così un bel giorno si è presentato con questo volume..di un rosso sangue..

“Barcellona 8 maggio 1937
Erano giorni in cui la morte doveva inventarsi qualcosa per essere notata. La si incontrava cosi spesso, sulle strade di Barcellona, che ormai faceva parte del panorama come i platani, i chioschi o i lampioni di quell'architetto disturbato. Non che non ci si facesse caso per niente, sia detto: anche un gabbiano spiaccicato in terra lo si guarda. Ma era diventato normale imbattersi nei cadaveri di gente sparata mentre combatteva, o soltanto passava nel posto sbagliato al momento sbagliato. Facile, perché Barcellona viveva parecchio sbagliata nell'attesa perenne del giusto. Solo nei cinque anni precedenti era stata bagnata dal sangue di oltre cento conflitti a fuoco: rivolte, disordini, scontri con la polizia. Proletari contro padroni. E la guerra civile, scoppiata un anno prima, aveva esasperato ulteriormente quell'anima cruda, eretica e violenta della città, a bollore già dall'altro secolo. La “rosa di fuoco", Rosa de foc, in catalano: così era detta Barcellona dagli anarchici, con una definizione coniata, pare, nel 1873 da un Friedrich Engels estasiato da tanto spirito eversivo.

Ai becchini - e questo fu un caso in cui la morte riuscì a farsi notare - fece effetto il corpo di quella ragazza trovato senza vita in un buco di appartamentino nel Barrio Gotico, il quartiere vecchio della città. In uno di quei vicoletti oscurati dai panni stesi al sole, come vele gonfie di una miseria che non salpa mai.”

Emilio Marrese - Rosa di Fuoco. Romanzo di sangue, pallone e piroscafi. Pendragon.

venerdì 16 aprile 2010

La diada di Sant Jordi - 23 aprile

Pubblicato da casalinga patrizia alle 10:55 3 commenti
Una delle ricorrenze più amate dai cittadini di Barcellona è senza dubbio quella di Sant Jordi, patrono della Catalogna, che si celebra il 23 aprile. Come una sorta di secondo San Valentino, durante questa festa i ragazzi regalano una rosa alle fanciulle, mentre le ragazze comprano libri da regalare ai maschietti.
Regalare una rosa ha origini antichissime, legate ad una leggenda, mentre lo scambio dei libri, invece, ha un'origine più recente: risale, infatti, agli anni Venti del secolo scorso e ricorda la morte di Cervantes e Shakespeare proprio il 23 aprile del 1616.
Dal 1995 questa data è stata dichiarata dall'Unesco "Giorno Internazionale del Libro".



La leggenda di “Sant Jordi e il Dragone”
Secondo la tradizione popolare, San Jorge era un militare romano nato nel secolo III in Cappadocia (Turchia). Il Santo, che obbediva agli ordini dell’Imperatore Diocleziano, negò di eseguire un editto dell’Imperatore che lo obbligava a perseguire i Cristiani e per questa ragione fu decapitato. Molto presto si iniziò a venerarlo come santo nella zona orientale dell’Impero Romano e successivamente nacquero storie di fantasia e leggende legate alla sua figura.
Le gesta di San Jorge e del Dragone divennero popolari in tutta l’Europa sin dal Secolo IX, grazie al libro di Jacopo da Varazze di Genova “Leggenda Aurea” (Legenda sanctorum) dove Sant Jorge viene citato.
La versione della Leggenda più popolare in Catalunya racconta che a Montblanc (Conca de Barberà) viveva un Dragone terribile che causava disgrazie alla popolazione. Per placare la sua ira malefica, si decise di sacrificare periodicamente una persona sorteggiata tra i cittadini. Un giorno la “Dea bendata” scelse la figlia del Re, che sarebbe morta se non fosse apparso un bel cavaliere con armatura che sconfisse il Dragone, uccidendolo. La tradizione aggiunge che dal sangue purpureo della bestia nacquero delle rose rosse.

Insomma un festa ricca si simbologia, magia, e fascino...dove le strade di barcellona si riempiono di bancherelle che vendono libri e ragazze che girano per strada con delle rose rosse in mano...
io ci sarò il 23 di aprile e sarà una bellissima conclusione per questa mia esperienza spagnola....
spero di riuscire a postare un sacco di foto!!!

mercoledì 24 marzo 2010

Festa de l'Aigua 2010

Pubblicato da casalinga patrizia alle 20:51 0 commenti
Nella mia domenica pomeriggio in solitaria..ho avuto la possibilità di passeggiare lungo Passeig de Borbò ammirando le barche attracate e visitando gli stand della festa de l'aigua..
Domenica infatti era il giorno mondiale dell'acqua e per festeggiarlo la città di Barcellona aveva dedicato la giornata a questa festa..una festa con un attenzione particolare verso i bambini ed i giovani attraverso uno spazio ludico e didattico gestito dalle maggiori associazioni ambientaliste della città.
L'obiettivo era, riuscitissimo, quello di divulgare attraverso il gioco, il disegno e la musica, l'importanza dell'acqua come fonte essenziale di vita e la necessità di sviluppare un consumo responsabile e sostenibile di questa risorsa, bene naturale, fragile e non infinito.
Tra le tante attività c'era "El mural de l'Aigua" uno spazio dove i bimbi potevano dare libero sfogo alla loro fantasia e rappresentare attraverso immagini e figure perchè l'acqua rappresenta una fonte essenziale di vita per il pianeta.



Poi si passavano a giochi di gruppo per rendere consapevoli i giovani dell'uso razionale di tale risorsa, all'aperto, insegnando semplici regole per l'irrigazione, e in casa attraverso un uso moderato dellacqua che si usa per la doccia, per lavarsi i denti e per lavare i piatti e i vestiti.





e poi..sirene dalle lunghe code argentate, gocce d'acqua bianche e azzurre che cadevano dal cielo, e docce fatte con palline blu..









ma in ultimo c'era questo spazio, incantevole, magico..la biblioteca del mar..dove bambini affascianti seduti su cuscini color del mare in tempesta stavano ad ascoltare les historias del agua.
Tra queste il racconto latino americano intitolato "Gorgoe, l'albero magico degli oceani".



E dopo questo albero magico la mia domenica pomeriggio non poteva che finire con un film suepr ambientalista dove un altro albero sacro fa da protagonista.

Les historias del agua sono racchiuse in un minuscolo libro + Dvd, donato poi a tutti i bimbi, per sensibilizzare al buon uso dell'acqua e allo stesso tempo salvaguardare il valore della lettura.
"Un libro y un vaso de agua solo se parecen en una cosa: vacios no sirven para nada."

lunedì 22 marzo 2010

rimasugli di san patrizio, bolle di sapone giganti e avatar

Pubblicato da casalinga patrizia alle 15:03 0 commenti
ecco questo in sintesi il mio week end barcellonese....
il tutto è partito con l'arrivo del super babbone e dello zio Bruno!!
con loro abbiamo passato un week end in giro in bicicletta alla ricerca della parata di San Patrizio....(lo so lo so fuori tempo massimo...ma si sa le feste qui durano di più..),





siamo andati a cena nel miglior ristorante di Paella di tuuuuuuuuutta barcellona (a detta del mio capo qua..quello con cui divido giornalmente l'ufficio)..tale CHERIFF in calle Ginebra alla barceloneta.
Abbiamo trascorso del tempo in casa sollazzandoci e facendo dell'ottimo taglia e cuci come non mai...
Siamo stati travolti da una super festa di piazza organizzata in quattro e quattr'otto a base di cipollotti alla griglia e gazpacho (ma purtroppo siamo arrivati tardi)





abbiamo osservato uno spettacolo di bolle di sapone giganti che poi in realtà era solo un modo per far passare il pomeriggio ai ninos...





e la domenica, cosi come sono venuti.sono risaliti sull'autobus direzione Girona però con loro si sono portati vai anche Bianca..che trascorrerà questa ultima mia settimana in Italia....
e cosi salutata Bianca sotto una pioggia torrenziale mi sono riparata con la mia nuova amichetta di qua a guardare finalmente AVATAR in 3D in castigliano....

lunedì 15 marzo 2010

è arrivata la primavera

Pubblicato da casalinga patrizia alle 10:47 0 commenti
ecco la primavera a Barcellona..è arrivata, con il caldo, il sole, le giornate un po piu lunghe, l'allegria della gente, la spiaggia invasa da famiglie bambini e cani al seguito,



le gite turistiche e i ragazzi chiassosi,
in compenso anche questo week end sta finendo, e si è portato via la ziona che ci ha coccolato e ci ha viziato, con cui abbiamo fatto grandi chiaccherate e lunghissime camminate, con cui abbiamo mangiato pesce, tapas e ieri addirittura giapponese con un gruppo eterogeneo di gente, romani, genovesi, umbri, croati, tedeschi e canadesi...
abbiamo passeggiato nella serata calda della città osservandola dal basso in alto, ammirando i suoi monumenti e le sue case,
insomma abbiamo respirato aria di casa per un week end intero..
questo è l'ultimo che passeremo assieme..io e Bianca perchè poi l'ultima settimana prima del rientro in italia me la farò da sola..e già mi dispero se penso che non ci sarà piu il suo musino a guardarmi la mattina, e il suo musino che sorride mentre dorme perchè con la manina cerca di stringermi a se, le nostre camminate a cavvalloni sulle spalle, le nostre letture seraliì con camomilla e biscotto...e ogni piccolo momento passato assieme in questa casa...
ma c'è tempo...lo so..non posso iniziare a lamentarmi ora...abbiamo ancora tutta una settimana davanti..
e la primavera ci ha accolto a braccia aperte..e oggi ne vogliamo godere tutto il calore e la luce...

P.S. ecco come si presentava il nostro parco preferito ieri......
pianoforti in ogni angolo......per tutti......il suono della primavera.......



venerdì 12 marzo 2010

cucù...eccoci qui...

Pubblicato da casalinga patrizia alle 12:20 0 commenti
abbiamo preso possesso di nuovo della tecnologia..che era finita in italia per un check up...tutto ok..solo quelle cose stupide da io blocco questo, poi si blocca quell'altro e il mio super pc era andato di nuovo fuori uso..
ma ci siamo..abbiamo passato giorni tra una nevicata e il sole,
tra una paloma e una MeryGio che la portavano al parco,
tra le gite con il babbo e un mazzo fi fiori sul tavolo a rendere la casa ancora più accogliente,
tra una febbre e una diarrea,
tra compleanni di bimbe amiche saltati in italia e sms spediti perchè comunque ci si sente un po sole,
tra una scappata in laboratorio e ore si lavoro in casa mentre lei dormiva,
tra gli zii di torino che l'hanno portata in giro scortati da cugini messinesi e ziona che è arrivata ieri con tanto di quebab in una mano e mio super pc nell'altra...
insomma la solita vita, con alti e bassi, ma va bene cosi che sta esperienza mica ho ancora capito se sta proseguendo bene, che mi vengono i sensi di colpa di sbattere bianca prima con uno poi con l'altro, di portarla in giro tra un paese e l'altro..e che ne ha fatte più lei in due anni di vita che io in tutta la mia fino ad ora...
che alla fine al lavoro no ho dato come avrei voluto perchè comunque io e lei sole mica è semplice..
e che insomma è un po una gran fatica anche stare lontano da chi si vuole bene e che un sms o una chiamata di 10 minuti al giorno non sono niente per raccontare tutte le ansie e i turbamenti che ti vengono..
e che ho tanta voglia di abbracciare quella pulciosa della Abbey...
ma almeno anche questa settimana sta finendo, ho di nuovo la mia vita computerizzata tra le mani, la ziona è venuta a portarci la sua ventata di allegria ed entusiasmo, la febbre è passata e speriamo anche la diarrea e da lunedi dovrebbe arrivare la primavera...........

martedì 16 febbraio 2010

La Laia e il Barcelona Carnival

Pubblicato da casalinga patrizia alle 11:32 1 commenti
Insomma un week end intenso questo di Barcellona..tutto insieme Carnevale, la festa di Santa Eulalia e San Valentino.

Tralasciando il San Valentino, il Carnevale qui inizia con il martedì grasso per proseguire con una serie di feste e festini per una settimana intera. Il primo carnevale in Barcellona avvenne nel 1333. Da allora, anche se con tutta una serie di cambiamenti, l’idea di base che durante la settimana tutto sia permesso in termini di comportamenti e travestimenti non è cambiata affatto. La principale manifestazione è sicuramente la grande parata che si è svolta sabato sera sotto una pioggia scrosciante in cui più di 50 carri si sono messi in mostra e si sono sfidati per decretare il miglior carro del Carnival 2010. Così tra pannocchie, mongolfiere, stelle, lune, matriosche russe, e pappagalli e mille altri costumi colorati e alcuni veramente belli ed ecologici hanno festeggiato così il loro carnevale, noncuranti del freddo e della pioggia..facendo festa tra le note di Barcelona..barcelona…
La fine del carnevale è segnata da una strana tradizione in cui l’evento culminante è la sepoltura di una sardina. A questa tradizione fa rifermento appunto la “Sepoltura della Sardina”, dipinto da Francisco Goya nel 1816 e rappresentante una scena del Mercoledì delle ceneri immaginata come una burlesca processione funeraria. Il dipinto grazie alla sua oscurità, l’ambiguità dei volti sia di quelli mascherati che di quelli no, è la più massima analisi dell’autore nei confronti dell’isteria collettiva.



Negli stessi giorni si festeggia Santa Eulalia, martire e co-patrona della città. Eulalia (detta Laia) nasce a Sarrià, che ai tempi era un paese vicino a Barcellona (adesso è un barrio della città), nel 290 dC. A 13 anni, poiché rifiutava di rinnegare la sua fede cristiana ribellandosi alle persecuzioni dei romani, fu sottoposta a 13 atroci torture, fra cui si narra che fu chiusa in un barile pieno di chiodi e fatta rotolare in una strada identificata dalla tradizione con l’attuale Baixada de Santa Eulalia (discesa di Sant’Eulalia); le furono tagliati i seni; fu crocifissa su una croce a forma di X; e alla fine fu decapitata.
La Laia è diventata così un punto di riferimento per tutti i nens y nenes (bambini e bambine). In suo onore ogni anno si tiene la più grande festa d’inverno della città. Una festa dedicata ai piccoli che abbracciano lo spirito di solidarietà e i valori incarnati dalla Santa e non solo. Vengono organizzati eventi adatti a tutte le fasce di pubblico, coinvolgendo scuole, musei, teatri, piazze, monumenti, biblioteche.
Domenica mattina per esempio in Plaza Real era possibile assistere alla sfilata di maschere di giganti e animali fantastici capeggiati dalla riproduzione della Laia, mentre nel pomeriggio presso plaza Sant Jaume si potevano incontrare insetti e bestie giganti che ballavano uno dopo l’altro una sorta di ballo di iniziazione o fine carnevale..mahhh..e poi ancora tanti piccoli diavoli con i loro tamburi e con i loro correfocs (che non so spiegarvi bene cosa siano..ma erano tipo delle fiaccole di capodanno che facevano girare sopra la loro tetsa in un ballo indiavolato…) che arrivavano dopo una processione lungo le strade del barrio. Insomma colori, musica, adulti e bambini tutti insieme in una grande festa..e noi li tra una calle e l’latra a guardare e a ballare al ritmo di questa musica diabolica….





venerdì 12 febbraio 2010

di nuovo a casa...a barcellona

Pubblicato da casalinga patrizia alle 09:39 0 commenti
eccoci di nuovo qua..
è bello tornare...
è bello guardare fuori dal finestrino e rivedere il pisellone, poi la sagrada e le due torri dove sotto c'è il laboratorio,
è bello uscire dalla stazione degli autobus e sapere esattemente qual'è la strada giusta per andare a casa,
è bello che Bianca in mezzo a via laietana inizi ad urlare..CASA TUA CASA TUA (intendendo ovvviamente CASA MIA),
è bello recuperare le chiavi da Jeanne Pierre che non si ricorda assolutamente chi siamo,
è bello fare di nuovo la spesa da Apu per vedere quanto ci fa spendere sto giro,
è bello entrare in casa e trovarla con il letto fatto con le tue lenzuola pulite,
è bello ritrovare lo stesso freddo di sempre in casa e la bombola del gas completamente vuota,
è bello uscire di nuovo e passeggiare per le strade del barrio cercando un take away di felafel,
è bello svegliarsi alla mattina e vedere finalmente il sole dopo un mese di nebbia, freddo e ghiaccio,
è bello prendere la metropolitana e passeggiare come una persona qualunque,
è bello essere di nuovo qui,
in realtà...

P.S. non è bello che stamattina Bianca si sia svegliata chiamando la Abbey e dicendo con la sua vocina...male gola...

venerdì 4 dicembre 2009

Che abbiamo combinato

Pubblicato da casalinga patrizia alle 09:21 5 commenti
Che abbiamo combinato in questi giorni da sole..io e lei..beh
Abbiamo camminato, camminato, camminato e camminato ancora…
Abbiamo camminato, con lei in braccio, con lei nella fascia, con lei nel passeggino e con lei sulle spalle, ci siamo fatti rubare da un cane direttamente dalle mani una galletta di mais mentre passeggiavamo tranquillamente per il Born, abbiamo mangiato mandarini spicchio dopo spicchio in attesa di un brum brum o ciuf ciuf, abbiamo fatto colazione al Forno Gotico che aveva l’insegna del caffè ILLY fuori e un cartello che diceva che caffè con leche + croissant solo 1, 90 euro..peccato che qui il caffe con leche..sia si caffè espresso ILLY, ma il latte veniva precedentemente scaldato nel microonde poi messo in un termos e poi all’occorrenza veniva versato nella tazza dove c’era il caffè ILLY.

Abbiamo giocato, giocato, giocato e giocato ancora..
Siamo state nei parchi, la mattina sempre a quello della Ciutadella dove velocemente riuscivo a scaricare la posta seduta su una panchina o mentre con il computer in una mano dondolavo Bianca sull’altalena (gia perché non so se lo sapevate ma per quest’anno, un anno di prova, in molti punti strategici della città hanno messo dei collegamenti WIFI FREE per tutti…mitici!!). Nel pomeriggio giravamo per cercare angoli tra un carter e l’altro, in altri parchi, dove ci fossero giochi per bambini e dove soprattutto ci fossero tanti bimbi per mettersi li e guardarli, mentre anche loro giocavano con la sabbia, con le formine, o salendo e scendendo dai dondoli a forma di cane, cavallo, coniglio e tutta una serie di altri animali…

Abbiamo mangiato, mangiato, mangiato e mangiato ancora..
Abbiamo preparato da mangiare, scegliendo ogni giorno una pasta diversa (anche se in realtà ho scoperto che dopo gli spaghetti che penso siano uno spasso per ogni bambino, Bianca adora i fusilli..), ce ne stavamo in cucina assieme, lei seduta sul bancone vicino a me a gambe penzoloni (forse non è proprio 1) educativo, 2) sicuro..mah..) e affettavamo pomodori, pulivamo i finocchi, grattugiavamo parmigiano e aspettavamo che l’acqua bollisse per buttare giù la pasta…poi facevamo a gara per chi mangiasse tutta la pappa per prima..

Abbiamo dormito, dormito, dormito e dormito ancora..
sempre e solo però nel lettone ora..e ci siamo addormentate girandosi e rigirandosi nel letto in un tutte le posizioni più innimaginabili, facendoci cullare tra le braccia ascoltando le storie più assurde con tutte le lettere dell’alfabeto, oppure ascoltando le lezioni di flauto e di chitarra che venivano da fuori..
Abbiamo disegnato, disegnato, disegnato e disegnato ancora…
con i pennarelli, con le matite colorate, sui fogli bianchi, sulla lavagnetta magica, sul divano (si insomma quando finiva il foglio…un po si sbavava sul divano). Abbiamo disegnato migliaia e migliaia di BAU e di MAU, ma anche tante mani e piedi, e mamme e babbi..

Abbiamo guardato, guardato, guardato e guardato ancora..
Fuori dalla nostra unica finestra, per vedere la gente che passava e quella che si fermava di fronte al laboratorio di chitarre di JeanePierre e rimaneva li nonostante la scritta sul vetro che diceva “Questo non è un circo, è un laboratorio artigianale…”, i bimbi che tornavano da scuola, il cuoco della taverna di fronte che cucinava polpette e tortilla, e la desolazione dell’altra taverna che alla fine era sempre vuota, i cani che abbaiavano e gli uccellini che si buttavano in picchiata per raccogliere qualche briciola di pane..

Abbiamo aspettato, aspettato, aspettato e aspettato ancora che arrivasse giovedì pomeriggio..e quell’autobus girona-barcellona che portava con se un pezzo di casa..ancora una volta..ma questa volta per molto più tempo anche se l’ultima…dopo quel pezzo di casa lo vedremo solo in italia..e sarà già natale..

P.S. beh partecipo a questo..chissà...che per natale..

lunedì 16 novembre 2009

una domenica bestiale

Pubblicato da casalinga patrizia alle 11:30 1 commenti








Prima di partire per Barcellona pensavo di utilizzare lo spazio di questo blog in parte per raccontare e memorizzare quello che sarebbe successo e in parte dedicarlo alla vita barcellonese with kid. Per ciò negli ultimi tempi avevo cercato di informarmi, di documentarmi, mi ero iscritta a newsletter tipo Kids in Barcelona o Mumabroad per cercare di trovare cose interessanti, divertenti da fare io assieme a Bianca. In realtà fino ad ora non abbiamo avuto molto tempo per dedicarci a noi due o meglio per essere io un mamma in grado di farle scoprire la Barcellona dei bimbi e darle tempo per ammirare questa città con i suoi occhi, alla sua altezza…
Per ora quello che abbiamo fatto nella nostra domenica è stato passeggiare per il Parc della Ciutadella e per il port vell. Il parc in se non è un gran che, una cascata, plateale combinazione di sculture, rocce frastagliate, vegetazione e acqua scrosciante il tutto assolutamente artificiale ma circondato da una scalinata immensa che permette salite e discese interminabili per un giovane esploratore in erba, un laghetto dove poter ammirare vari tipi di PIPIPI (in realtà dei normalissimi gabbiani), un mammut di dimensioni gigantesche in cui fare cucù tra una zampa e l’altra, ma soprattutto un area dedicata ai bimbi 0-3 anni dove poter giocare insieme ad un sacco di altri bimbi spagnoli. Qui inoltre è presente una ludoteca gratuita aperta dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 18 dove i bimbi si possono cimentare in giochi di tipo ecologico e approcciarsi piano piano alla salvaguardia dell’ambiente e della natura. Purtroppo i nostri orari decisamente italiani (sveglia presto) non ci hanno permesso di visitarla. La domenica inoltre è pieno di gruppi di giovani di ogni tipo, c’è il gruppo che balla la Capoeira, il gruppo che balla danze africane e quello che si diletta nella giocoleria dal lancio dei birilli fino al camminare su una fune tra un albero e l’altro. L’area bimbi invece è un tripudio di bimbi, di passeggini e di babbi e mamme le quali la maggior parte oltre a inseguire il loro pargolo tra uno scivolo e l’altro tengono un altro piccolo appollaiato sulla pancia grazie ad un marsupio.
Il port vell invece è il vecchio porto di Barcellona ormai completamente irriconoscibile rappresenta un ottimo punto di fuga dalla ramblas..è una zona completamente pedonale in cui da una parte si trova un grandissimo centro commerciale e l’Aquarium e dall’altro una splendida passeggiata che partendo dalla Barceloneta arriva fino al Port Olimpic (altra modernizzazione raccapricciante con il suo pesce gigante di ferro.. immaginatevi una torre eiffel del mare). Non potevano non far un giro all’acquario cosi eccoci dentro al tunnel degli squali, a guardare i cavallucci marini e i pinguini e a giocare in Esplora una zona di divertimento educativo e interattivo.

venerdì 6 novembre 2009

AHIAHI AHIAHI

Pubblicato da casalinga patrizia alle 15:36 3 commenti
Eccoci qua!! Siamo arrivati in terra straniera tre giorni fa e mi sembra di essere espatriata da anni...insomma mille cose da fare, da sistemare, da organizzare..ma ce la possiamo fare...
l'appartamento è questo...







esattamente come le foto lo descrivono..ora c'è un divano ikea in più e una poltrona su cui è meglio non sedersi..ma è ok! pulitoe accogliente..unici inconvenienti le dimensioni del bagno 1 metro per un metro e la finestra senza infissi per cui la prima notte è stato un delirio completo...qua dalle 23 alle 4 un gran casino tra camion della monnezza, gente che entra e esce dai locali e odori di cibo di ogni tipo..dalle 20 alle 23 e dalle 4 alle 10 di mattina silenzio tombale...l'ideale è dormire in quel lasso di tempo e la notte svegliarsi e chiaccherare, bere una tisana o fare altro....
però in tutto ciò Bianca è un angelo..dorme...ed è tranquilla..una vera globetrotter...
nel viaggio di andata 7 ore ravenna - barcellona è stata fantastica, mai uno strillo, mai un pianto...
per ora non ho ancora capito cosa dovrò fare ma ho una certezza..starò qua..



almeno fino a natale..e poi tornerò...
il titolo del post??
beh in questi giorni Bianca ha imparato a dire AHIAHI AHIAHI quando si fa male e ha iniziato a dormire in un letto da grandi solo con le sbarre...grandi progressi..
HOLA

lunedì 2 novembre 2009

let's go!!!

Pubblicato da casalinga patrizia alle 10:03 0 commenti
Insomma il week end è passato ed è stato tutto un via vai di saluti, abbracci, incontri e raccomandazioni..domani si parte...e ad attenderci ci sarà Jeanne Pierre il chitarrista marito della tipa che ci ha affittato l'appartamento..lei e la sua chioma rossa forse non la vedremo domani...
Insomma le valige sono tutte li aperte in camera da letto ancora da finire...
oggi qua il clima è tetro...nebbia, freddo e pioggerellina autunnale..spero di lasciare tutto questo per un clima più solare e tiepido...
Inosmma nei gironi scorsi ho fatto vedere a Bianca l'album scrappato che le avevo fatto quando è nata cercando di spiegarli il senso di tutto quel lavoro di colla, colori, scritte, disegni, carta e cartoncino..le foto della pancia dove lei ha vissuto i suoi primi 9 mesi di vita, la sua nascita, i suoi genitori alla sua stessa età, i nonni, gli zii e le sue prime esperienze id ormai una primavera/estate fa..
insomma le ho spiegato che è ha vissuto dentro di me per ben nove mesi, dentro la mia pancia dove lei cresceva si nutriva, dormiva, sognava e si dondolava...
e stamattina tutto questo lo abbiamo rivissuto assieme..nel solito tragitto casa macchina casa nonnoni..ho ritirato furo un cd che ascoltavo quando lei c'era già ma cosi piccola e indifesa..
Insomma lui è Chris Botti!! lui è un trombettista belloccio che nonostante il nome italiano è un jazzista americano dell'Oregon..



Insomma riascoltando la sua musica ho ricordato, quell'inverno in cui la pancia cresceva e i miei pomeriggi sul divano avvolta in un morbido plaid, con Abbey accoccolata vicino a me e una tazza fumante di tisana e un libro mentre immaginavo come sarebbe stata Bianca e come sarebbe stata la mia vita con lei.
Di tempo ne è passato da allora e domani un altra avventura ci aspetta....
Insomma da domani la Casa della casalinga patrizia



si sposterà a Barcellona..



... for a while.

Bianca

Lilypie Third Birthday tickers

Agata

Lilypie First Birthday tickers

Abbey

PitaPata Dog tickers

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